
Il Giappone in 140 lotti
di The Games Market Redazione5 febbraio 2026
L'asta: un solo paese, quindici piattaforme
La Showcase 44339 di Heritage Auctions, chiusa il 5 febbraio, è l’unica sessione 2026 interamente dedicata al catalogo giapponese: Famicom e Disk System, Super Famicom, Game Boy, Nintendo 64, Game Boy Advance, GameCube, DS e 3DS, con incursioni su Mega Drive, Saturn, Dreamcast, WonderSwan e Virtual Boy. È la più affollata delle Showcase dell’anno: 140 lotti per 219.820 dollari, una media di 1.570 e una mediana esatta di 1.000 dollari. Una premessa per orientarsi: Heritage è la grande casa d’aste texana, i prezzi sono in dollari e i compratori in gran parte americani. La leggiamo dall’Europa perché gli Stati Uniti restano il mercato di riferimento del collezionismo videoludico, anche per il materiale giapponese.
Il catalogo è dominato da un solo grader: 104 lotti su 140 sono VGA, l’ente che negli Stati Uniti ha costruito il proprio archivio sul sigillato giapponese. Attorno, ventuno console in edizione a tema, da Pokémon a Zelda a Gundam, e nove lotti multipli. Come sempre abbiamo ricostruito l’asta lotto per lotto: titolo, piattaforma, certificazione e aggiudicazione di tutti i 140 pezzi sono nel foglio di calcolo allegato.

Le performance: tre lotti sopra i diecimila, trenta sotto i cinquecento
Il top lot pesa l’8% dell’incasso, i primi tre il 19%, i primi dieci il 34%. Due terzi del denaro stanno fuori dalla top ten: una piramide bassa, come in tutte le Showcase, ma con una base insolitamente larga.

La distribuzione è la più aperta dell’anno. Trenta lotti sotto i cinquecento dollari, il numero più alto fra le Showcase; 43 fra mille e duemila; 25 fra due e cinquemila, che da soli fanno un terzo dell’incasso; e tre sopra i diecimila, i due Pokémon Game Boy e la DS Lite del decimo anniversario, per il 19%. Il giapponese certificato va da 94 a 17.500 dollari nella stessa sala.

Per piattaforma, il Game Boy guida con una mediana di 1.625 dollari, grazie ai Pocket Monsters e ai Kirby; il Game Boy Color sta a 1.375, il Nintendo 64 a 1.375, Famicom, Disk System, DS e 3DS fra 1.156 e 1.250. In fondo il Super Famicom: ventuno lotti con una mediana di 450 dollari, il catalogo 16 bit giapponese sigillato è il più accessibile dell’asta.

I record: il seguito vale trentatré volte l’originale
17.500 dollari per Pokémon Card GB2: Great Rocket-Dan Sanjō!, il seguito del 2001 del gioco di carte per Game Boy Color, in VGA 90: il lotto più caro dell’asta. Il primo Pokémon Card GB, nella stessa sessione e in VGA 90+, ha fatto 525 dollari. Trentatré volte di differenza fra un titolo uscito solo in Giappone e mai localizzato, e il suo predecessore diffuso in tutto il mondo. Dietro, Pocket Monsters Midori in VGA 90 a 15.000, e una Nintendo DS Lite del decimo anniversario Pokémon che, in VGA 70+, il voto più basso dell’asta, tocca i 10.000 dollari.

$17.500 Record assoluto · Lotto #80070. Pokémon Card GB2: Great Rocket-Dan Sanjō!, VGA 90 Unopened. Game Boy Color, 2001. Un titolo mai uscito dal Giappone, nel voto che il mercato del giapponese paga di più.
$15.000 Secondo · Lotto #80058. Pocket Monsters Midori, VGA 90 Unopened. Game Boy, 1996. La versione verde dei primi Pokémon, quella che l’Occidente non ha mai avuto. A luglio, nella Showcase Nintendo, una copia in VGA 85 ha fatto 8.750.
$10.000 Terzo · Lotto #80114. Nintendo DS Lite Console, VGA 70+ Qualified, edizione decimo anniversario Pokémon. 2006. Il voto più basso dell’asta sulla terza aggiudicazione: la console conta, il numero no.

Pokémon fa il 40%. Ventisei lotti fra titoli e console a tema, per 88.688 dollari, il 40% dell’asta, con una mediana di 2.094: quindici titoli per 61.400 dollari, dieci console e un lotto multiplo per il resto. Solo Mario nella Signature di agosto, al 42%, ha pesato di più in una sessione Heritage del 2026. Mario segue con diciotto lotti per 27.563, Zelda con undici per 17.444; poi Fire Emblem, Kirby, Dragon Quest e Gundam, tutti fra ottomila e novemila dollari.

Lo stesso titolo, prezzi diversi: la versione per corrispondenza
Due Pocket Monsters Ao, stesso titolo, stessa console: la versione venduta per corrispondenza, prima produzione, in VGA 85+ fa 6.875 dollari; quella da negozio con il codice a barre, produzione tarda, in VGA 85, si ferma a 2.625. Mezzo punto di voto e una variante di distribuzione valgono 2,6 volte. Due Zelda no Densetsu per Disk System: la prima produzione con il testo giallo in CGC 9.0 fa 4.750, la produzione tarda con il testo bianco in CGC 8.5, venduta insieme a un Super Mario Bros. completo, 2.750.

Fire Emblem: Thracia 776 chiude il cerchio: la copia sigillata nel Deluxe Pack in VGA 85 fa 4.000 dollari, la copia completa di scatola in CGC 9.2 400. Dieci volte per un sigillo, con un voto numerico più alto sulla copia aperta. E la scala VGA, su 104 lotti, non ordina i prezzi: i 58 lotti in VGA 85 e 85+ hanno una mediana di 1.250 dollari, i 36 in VGA 90 e 90+ di 1.188, i cinque in 95 di 1.125. Sul giapponese sigillato il voto è quasi irrilevante: contano il titolo, la variante e la console a tema.

Nicchie e sorprese: console a tema, Gundam e un Sonic da 94 dollari
Ventuno console. Le console in edizione a tema valgono 40.863 dollari, il 19% dell’asta, con una mediana di 1.313, superiore a quella dei titoli. Quattordici sono DS e 3DS: dalla DS Lite del decimo anniversario a 10.000 alle 3DS LL Lizardon e Pikachu Yellow fra 2.000 e 2.400, fino alle edizioni Zelda e Fire Emblem sotto i mille. Il Game Boy Advance SP Pikachu del Pokémon Center fa 3.750, il GameCube nei colori di Char, con il suo controller WaveBird a 1.625, 3.250.
Gundam vale quanto Kirby. Cinque lotti a tema Gundam, la console e il controller di Char, la SP SD Gundam, due Famicom Mini e il Dimension War per Virtual Boy, fanno 8.081 dollari: quanto i cinque Kirby e i quattro Dragon Quest. Una saga senza titoli di punta che vale per le sue edizioni speciali.
Il Sonic da 94 dollari. In fondo alla classifica, tre lotti in CGC 9.9 e 9.8 sotto i duecento dollari: Sonic Jam per Saturn a 94, Nazo no Murasame Jō per Disk System in 8.5 a 99, Ikaruga per GameCube a 179. I diciassette lotti CGC dell’asta hanno una mediana di 550 dollari, meno della metà dei VGA: sul giapponese il mercato americano compra il timbro che conosce.
I grader: l’asta di VGA
VGA certifica 104 lotti su 140 e l’85% dell’incasso: 186.124 dollari. È la quota più alta di un singolo ente in tutte le sessioni Heritage del 2026. CGC segue con diciassette lotti e l’8%, i sedici lotti non certificati, soprattutto lotti multipli e CIB Mega Drive, fanno il 6%; Wata e PSA compaiono con tre lotti in tutto. Sul giapponese sigillato il mercato americano ha uno standard solo.

La lettura per TGM. Un ente all’85% e un voto che non ordina i prezzi: due segnali che sul giapponese il timbro serve a certificare l’autenticità del sigillo più che a graduare lo stato. È esattamente dove un metodo documentato fa la differenza: dire quale copia è, non solo quanto è bella. È il principio su cui TGMGrading costruisce il proprio lavoro.
Le provenienze: le portatili fanno metà dell’asta
Game Boy, Game Boy Color e Game Boy Advance valgono insieme 92.001 dollari, il 42% dell’asta, su 38 lotti: il Game Boy da solo fa 40.632 con quattordici lotti. Il Famicom, con il Disk System, arriva a 36.874 dollari su 27 lotti; il Super Famicom a 24.281 su ventuno; DS e 3DS, quasi solo console, a 28.225 su sedici. GameCube e Nintendo 64 chiudono fra 10.000 e 14.000. Sega, WonderSwan, PSP e Virtual Boy restano sotto i tremila dollari ciascuno.

Il confronto: la più grande, non la più cara
Messe in fila, le nove sessioni Heritage di videogiochi del 2026 raccontano due mercati. Le tre Signature, 7452 a marzo, 7453 a giugno e 7454 ad agosto, muovono da due a cinque milioni di dollari con medie fra 6.000 e 32.000. Le sei Showcase, da gennaio a settembre, stanno fra 98.000 e 230.000 dollari con mediane fra 938 e 1.313. Questa è la prima per numero di lotti, 140, la seconda per incasso dopo la Nintendo di luglio, ma con una mediana di 1.000 dollari esatti: molti pezzi, molti a tre cifre, tre soli sopra i diecimila.

Il punto. Un’asta da 140 lotti giapponesi con una mediana di mille dollari dice che il collezionismo del catalogo nipponico è profondo, non solo raro. I tre record da cinque cifre sono tutti Pokémon; sotto, 137 lotti disegnano il listino di un mercato che compra Famicom, Game Boy e console a tema a prezzi da collezionismo di ingresso.
Considerazioni finali: cosa dice questa asta al collezionista
1. Sul giapponese il voto non ordina i prezzi. VGA 85, 90 e 95 hanno mediane quasi identiche: contano il titolo, la variante di distribuzione e l’edizione della console. Chi compra giapponese compra un catalogo, non una scala.
2. Le console a tema sono un mercato a sé. Ventuno console per il 19% dell’asta, con una mediana superiore ai titoli e una DS Lite in 70+ a diecimila dollari: l’edizione speciale batte il voto, sempre.
3. Pokémon è il quaranta per cento. Ventisei lotti per 88.688 dollari, i tre record dell’asta e la mediana più alta fra le saghe: sul giapponese la prima generazione Pokémon è l’unità di misura di tutto il resto.
Chi compra giapponese compra un catalogo, non una scala.
Un’asta da 220.000 dollari con 140 lotti in una sola lingua non è una nicchia: è il secondo incasso fra le Showcase dell’anno. Nel febbraio 2026 il collezionismo del catalogo giapponese ha un mercato profondo, un ente di riferimento e prezzi che partono da due cifre. Portare questa profondità in Europa, con la stessa documentazione e lo stesso rigore, è il lavoro che The Games Market sta costruendo.

The Games Market Redazione
The Games Market è una piattaforma internazionale dedicata a videogiochi contemporanei e retrogame. Offre dati di mercato, strumenti tecnologici e servizi come il grading TGM per valorizzare e acquistare videogiochi con consapevolezza.
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