
Eroine del tempo: conosciamo Jessica Armanetti
di The Games Market Redazione9 luglio 2026
Ciao, grazie per aver accettato di farti intervistare! Ogni passione nasce da lontano, di solito, in quell’epoca magnifica e suggestiva tra l’infanzia e l’adolescenza, è lì che nascono i sogni dei videogiocatori, destinati a crescere insieme a noi. Raccontaci di te! chi sei? O meglio, chi è la persona, il collezionista, l’appassionato di videogiochi che abbiamo di fronte?
Ciao e grazie mille per l'intervista:)
Sono Jessica, conosciuta anche come MissHatred, sono decisamente sia una grandissima appassionata di videogiochi sia una collezionista, in particolar modo di collector's edition o videogames autografati e gradati.
Ho iniziato a videogiocare all' età di 5 anni circa, insieme a mio papà, a Doom 93, insieme; poi c'è stata mia madre, che mi ha fatto conoscere le avventure grafiche più belle come Monkey Island, Grim Fandango, King Quest, Syberia e così via.

Poi c'è stato il periodo competitivo con Halo 3 ed Halo Reach, sono stata pro player per la Inferno Esports dal 2009 al 2011 circa, e ora lavoro attivamente nel campo dei videogiochi su vari fronti.
Lato collezionismo, che dire: sono sempre stata affascinata dai videogiochi fin da quando ero piccolissima. Non solo dai giochi in sé, ma anche dalle loro confezioni, dai libretti d’istruzioni, dalle edizioni limitate delle console, dalle Collector’s Edition e dalle colonne sonore: ho iniziato a collezionare in modo più serio intorno ai 18 anni, trasformando quella passione di sempre in una vera e propria collezione.
Ho sempre amato anche scoprire le persone che si nascondono dietro ai videogiochi: creatori, scrittori, compositori e tutti coloro che contribuiscono a dare vita ai mondi che poi finiamo per amare.

Se così si può definire, il mio primo vero “oggetto da collezione” legato ai videogiochi, al di là delle Collector’s Edition, è stato un semplice foglio di domande: durante l’anteprima milanese di Metal Gear Rising, partecipai all’evento insieme a Dino Lanaro per Gamerland, il programma dedicato ai videogiochi in onda su Italia 2, e ci venne affidato il compito di intervistare Hideo Kojima (lo intervistò solo lui sia chiaro, io non ero ancora in grado!).
Conservare ancora oggi quel foglio con le domande preparate per quell’occasione rappresenta, per me, uno dei ricordi più preziosi della mia passione!
Fare collezionismo significa mantenere una connessione profonda con il nostro passato e i giochi che abbiamo amato. Quali sono i tuoi titoli preferiti di sempre? Con le tue parole, permettici di “vedere” i tuoi scaffali e la collezione, o le collezioni, che ti rappresentano.
Hai detto proprio la cosa più giusta, collezionare significa rivivere momenti del passato a cui siamo legati!
Sono una persona estremamente nostalgica, amo riguardare i miei videogiochi e ricordare tutti gli attimi che ho passato insieme a loro.
Che domanda difficile, comunque! Penso ci sia un videogioco preferito per ogni momento della nostra vita, ti direi Doom per quanto riguarda i ricordi che avevo con mio papà, poi Bloodborne perché è stato un gioco che mi ha aiutato a superare la sua scomparsa, poi Monkey Island per le risate con mia mamma, Gothic perché stato il mio primo vero GDR serio che ho finito mille volte, Halo e Gears perché giocando in competitivo ho plasmato il mio carattere e grazie al live ho conosciuto i migliori amici e le migliori amiche di sempre, più recenti sicuramente Red Dead Redemption 2 che mi ha cambiato la vita e la percezione di molti aspetti di essa, poi la saga di Metal Gear perché amo la follia di Kojima e le sue storie e infine Baldur's Gate perché ha tracciato una linea di non ritorno nel mondo dei videogiochi riportando i CRPG ad un livello che non si pensava più possibile (e poi c'è Astarion).

Non posso però lasciar fuori Mass Effect, Dragon Age, The Witcher, Death Stranding, God of War, Kingdom Hearts, Final Fantasy, The Sims, Dead Space e mille altri titoli: ognuno di loro ha lasciato qualcosa in me, voglio davvero bene a tutti!
Facendo gradare il tuo titolo, hai fatto una scelta importante e da adesso è diventato qualcosa di più, non solo come valore collezionistico. Come hai conosciuto il mondo del grading? Hai già avuto esperienze simili con altre tue collezioni, anche diverse da quelle videoludiche?
Come ti dicevo, amo poter conservare su un videogioco, o un artbook o vinile che sia, la firma di una persona che ha lavorato a quell' opera.
Conoscevo già il mondo del grading, ma ammetto di aver sempre avuto un po’ di timore all’idea di spedire i miei titoli lontano.
Grazie al team di The Games Market, che mi hanno spiegato tutto nei minimi dettagli, ho deciso di fare il passo e ho iniziato a far gradare diversi dei miei videogiochi autografati.
Quali sono stati i motivi principali per cui hai voluto gradare il titolo che ci hai portato? Al di là degli aspetti nostalgici legati al gioco, vi sono altre motivazioni dietro la scelta di affidarti alla procedura di grading di TGM?
Nel corso degli anni ho visto purtroppo deteriorarsi molti pezzi a cui tenevo tantissimo: le edizioni scatolate di Monkey Island o Grim Fandango, ad esempio, si sono rovinate durante i traslochi, hanno perso colore e hanno inevitabilmente risentito del passare del tempo.
Non voglio che accada di nuovo, soprattutto quando si tratta di giochi che custodiscono anche una firma o un ricordo speciale!
Per questo motivo, conservarli all’interno di una teca rappresenta per me la soluzione ideale: non solo per proteggerli, ma anche per preservare quei ricordi preziosissimi che ogni pezzo porta con sé.
Ogni gioco ha la sua storia, così come il suo proprietario, il legame che si instaura va molto oltre il semplice binomio proprietario-oggetto. Quando il titolo ti è stato riconsegnato finalmente gradato, che cos’hai provato?
Io ne sono stata felicissima.
Vedere Red Dead Redemption 2 con le firme di Roger Clark e Rob Wiethoff, gradato e custodito all’interno di una teca, perfettamente integro, e sapere che resterà così nel tempo, mi ha emozionata tantissimo!

Per non parlare della Custom Box con la Collector's di Death Stranding autografata da Troy Baker, con gli spazi personalizzati per mostrare il Pod del BB e la Steelbook.

Per me è come osservare un’opera d’arte o un quadro: un modo per rendere giustizia a un videogioco che amo profondamente e che ha significato così tanto nella mia vita.
È il riconoscimento che quel gioco merita, ma anche il modo migliore per conservare qualcosa che per me ha un valore affettivo ENORME!
Per concludere, non possiamo che farti la domanda di rito per eccellenza: quali sono stati gli aspetti del nostro servizio che ti sono piaciuti maggiormente? Grazie non solo per averci donato il tuo tempo, ma anche per aver scelto di darci la tua fiducia!
Ma grazie mille a voi! Beh, sicuramente l'attenzione e la cura MANIACALE nel trattare i videogiochi, a partire dalle guide per istruire le persone a inviare i giochi che devono essere gradati, fino alla cura con cui viene gestito tutto il processo e la consegna del prodotto finito.
Anche il servizio a raggi X è davvero impressionante: riuscire a verificare in modo preciso cosa si trova davvero all’interno delle confezioni è importantissimo.
Non è raro scoprire casi sorprendenti, come collezionisti che avevano acquistato titoli falsati o non conformi, dai dischi sbagliati dentro le custodie (successo anche a me!) fino a presunti giochi CIB sigillati che in realtà erano stati “riconfezionati” con plastica applicata successivamente.

The Games Market Redazione
The Games Market è una piattaforma internazionale dedicata a videogiochi contemporanei e retrogame. Offre dati di mercato, strumenti tecnologici e servizi come il grading TGM per valorizzare e acquistare videogiochi con consapevolezza.
The Games Market Redazione
The Games Market è una piattaforma internazionale dedicata a videogiochi contemporanei e retrogame. Offre dati di mercato, strumenti tecnologici e servizi come il grading TGM per valorizzare e acquistare videogiochi con consapevolezza.