La storia del grading
Dalla scala di un medico del 1949 al videogioco venduto come un'opera d'arte. Oltre settant'anni di una sola idea: trasformare il giudizio su un oggetto da collezione in un numero di cui ci si può fidare.
Un giudizio che diventa moneta
Prima del grading, la condizione di un oggetto era un'opinione: quella di chi vendeva. Due collezionisti potevano guardare la stessa moneta e chiamarla in due modi diversi, e tutta la differenza di prezzo viveva in quella discrepanza. Il grading nasce per chiudere quella discussione una volta per tutte, affidando il giudizio a un terzo indipendente e sigillandolo dentro l'oggetto.
Il problema è antico quanto il collezionismo. Già nell'Ottocento, davanti alla stessa moneta, due esperti potevano scrivere due giudizi diversi, e ogni parola in più o in meno spostava il prezzo. Più il mercato diventava serio, più quella vaghezza diventava un costo: serviva un metro condiviso, non l'occhio di chi vende.
La risposta, quando arriva, è tanto semplice quanto rivoluzionaria: togliere il giudizio dalle mani di chi vende e affidarlo a un terzo che non ha interesse nello scambio, che assegna un voto secondo una scala pubblica e lo chiude dentro l'oggetto, dove nessuno può più alterarlo. Da quel momento il voto conta più della fiducia personale: vale per tutti, ovunque.
È la stessa formula che, categoria dopo categoria, ha riscritto il collezionismo: le monete, i fumetti, le carte, i videogiochi. E ogni volta poggia sugli stessi cinque pilastri, inventati uno dopo l'altro nel mondo delle monete e poi esportati ovunque. Questa pagina è la storia di come un'idea così semplice sia diventata un'industria globale.
Perché è qui. Cinque secoli prima del grading, la condizione di una moneta è già un giudizio umano: due esattori la pesano, la esaminano e la registrano a mano nel libro mastro. È il problema esatto da cui parte questa storia, il valore di un oggetto affidato all'opinione di chi lo maneggia.
Foto · Sailko, Wikimedia Commons · CC BY 3.0Autenticazione
Un esperto indipendente verifica che l'oggetto sia autentico e non manomesso.
Scala condivisa
Un numero unico, uguale per tutti, al posto di aggettivi elastici come "ottimo".
Incapsulamento
L'oggetto viene sigillato in una teca antimanomissione: il voto resta legato al pezzo.
Garanzia
Chi assegna il voto ci mette la faccia, e spesso anche il denaro.
Population report
Un censimento pubblico: quanti pezzi esistono per ogni voto. La rarità diventa misurabile.
Settant'anni in una colonna
Le tappe che hanno costruito, mattone dopo mattone, l'idea moderna di grading.
Il dottor William Sheldon presenta la scala dei 70 punti e lega per la prima volta il voto di una moneta al suo valore, l'idea che renderà celebre con Penny Whimsy. È il DNA di ogni grading futuro.
Robert Overstreet pubblica la prima guida ai prezzi dei fumetti e standardizza il linguaggio della condizione.
L'ANA certifica la prima moneta. All'inizio non è grading, è autenticazione.
Un gruppo di commercianti sigilla le monete in capsule antimanomissione con il voto stampato. Nasce lo "slab" e con esso il mercato moderno.
Lo stesso fondatore di PCGS, David Hall, applica il modello alle figurine sportive.
La cultura pop entra nella teca. Il fumetto diventa un asset con un voto da 0,5 a 10.
È la prima a votare e sigillare videogiochi ancora chiusi, su una scala storica da 0 a 100.
Wata Games professionalizza il grading dei sealed; nel gennaio 2019 Heritage Auctions inizia ad accettarne i pezzi.
Un Super Mario 64 sigillato e gradato Wata 9.8 A++ viene battuto a 1,56 milioni di dollari.
The Games Market porta in Europa i cinque pilastri di settant'anni di storia e li unisce a una tecnologia proprietaria. È la prima azienda di grading del videogioco da collezione con un sistema di gestione certificato ISO 9001:2015 da Bureau Veritas. La storia continua, adesso.
La numismatica
Tutto comincia con le monete. È qui che il grading viene inventato, pilastro dopo pilastro: l'autenticazione, la scala, la teca, la garanzia e il censimento dei pezzi. Tutto quello che oggi diamo per scontato nasce da una manciata di numismatici testardi.
Aggettivi senza un righello
Per tutto l'Ottocento la condizione di una moneta si raccontava a parole: Buono, Fine, Splendido, Fior di Conio. Il guaio è che le parole sono elastiche. Più il collezionismo si professionalizzava, più i venditori inventavano etichette lusinghiere: "quasi Fior di Conio", "Splendido brillante con leggera usura da vetrina". La stessa moneta poteva avere descrizioni diverse a seconda di chi la vendeva, e lo scarto pesava proprio dove il denaro era maggiore.
La svolta arriva nel 1949 da una figura inattesa: William Sheldon, uno psicologo appassionato di grandi centesimi americani. Nel suo libro, poi celebre con il titolo Penny Whimsy, costruisce una scala da 1 a 70 in cui il voto rispecchia il valore della moneta. Un centesimo del 1794 da circa un dollaro era un "1"; uno da circa settanta dollari era un "70". Il voto, letteralmente, era il prezzo.
La teca cambia tutto
Nel 1972 l'American Numismatic Association crea ANACS, il primo servizio terzo: all'inizio solo autenticazione, cioè la caccia ai falsi. Il salto decisivo è del 1986, quando un gruppo di commercianti fonda PCGS e mette in commercio una sola idea geniale: sigillare ogni moneta in una capsula di plastica rigida, saldata a ultrasuoni e impossibile da aprire senza lasciare traccia, con il voto stampato sopra. Nasce lo "slab", la teca.
Le prime capsule vengono soprannominate rattlers, "sonagli", perché la moneta dentro si muoveva appena. Eppure cambiano la storia: PCGS apre il 3 febbraio 1986 con 32 commercianti e viene sommersa da circa 18.000 monete nel primo mese. Con la teca arriva il commercio "sight unseen": si compra una moneta senza vederla, perché il voto basta. La rara diventa un bene quasi finanziario. Nel 1987 nasce NGC (Numismatic Guaranty Company), fondata da John Albanese, uno dei soci di PCGS che esce per creare il concorrente. Le due case dominano ancora oggi.
C'è un dettaglio che dice tutto su quanto in fretta il grading sia diventato una mania: nel secondo mese PCGS ricevette altre 35.000 monete, quasi il doppio del primo. E quelle prime teche, le rattlers, oggi valgono un premio proprio perché sono le capostipiti: si paga per la moneta e per la capsula che la custodisce.
I fumetti
Dalle monete alla carta stampata. Il grading incontra Superman, e in vent'anni un albo da edicola diventa un asset da milioni di dollari, con un voto da 0,5 a 10 come carta d'identità.
Prima la guida, poi la teca
Nel 1970 Robert Overstreet pubblica il primo Comic Book Price Guide: 218 pagine, cinque dollari, mille copie. Non mette solo prezzi: fissa un vocabolario condiviso della condizione, da Mint a Poor. Per trent'anni "che grado ha?" si risponde sfogliando quella guida. Ma è ancora un'opinione, e le discussioni non finiscono mai.
La svolta è del 2000, quando CGC porta lo "slab" delle monete sul fumetto: un terzo imparziale assegna un voto da 0,5 a 10,0 e sigilla l'albo in una teca con etichetta numerata. Da quel momento un "CGC 9.8" vale 9.8 per tutti. La discussione tra compratore e venditore sparisce dalla trattativa. CGC dichiara oltre 20 milioni di pezzi certificati da allora.
L'effetto sui prezzi è esplosivo, perché la teca rende difendibile una cifra a sette zeri. La copia simbolo è Action Comics #1, l'esordio di Superman del 1938: una copia gradata CGC 9.0 tocca i 3,2 milioni di dollari nel 2014, una CGC 8.5 arriva a 6 milioni da Heritage nel 2024. Nel novembre 2025 un Superman #1 gradato CGC 9.0 segna il record assoluto del fumetto a 9,12 milioni.
Qualche curiosità lungo la strada. Prima dei fumetti Overstreet collezionava punte di freccia, e il suo primo listino, mai pubblicato, era di reperti. La prima copia mai sigillata da CGC, il 9 novembre 1999, fu un Walt Disney's Comics & Stories #1 con numero di serie 0000001001. E per blindare gli autografi CGC inventò la firma testimoniata: l'albo si firma davanti a un incaricato e si sigilla all'istante, così nemmeno una firma di Stan Lee si può contestare.
Action Comics #1: la scalata del prezzo
La stessa testata, l'esordio di Superman del 1938. Ogni cifra record è legata a una copia gradata CGC. Il valore del 2026 è una vendita privata.
Le carte
Sportive e da gioco. È qui che il grading smette di essere cosa da specialisti e diventa un fenomeno di milioni di persone, tra fuoricampo, eBay e una Pikachu che vale come una villa.
PSA e la fiducia ritrovata
Prima del 1991 il mercato delle figurine era un campo minato: falsi, angoli ritagliati, bordi ritoccati. David Hall, lo stesso delle monete PCGS, trapianta la formula sulle carte e fonda PSA: un esperto vota su scala da 1 a 10 valutando centratura, angoli, bordi e superficie, poi sigilla. All'inizio i commercianti la temono e PSA perde denaro, ma eBay e la sfida a colpi di fuoricampo tra McGwire e Sosa del 1998 rendono il grading lo standard. Arrivano poi, nel 1998, SGC (Sportscard Guaranty Corporation) e, nel 1999, BGS (Beckett Grading Services), famosa per i sottovoti e per la "Black Label", il dieci pieno su tutti e quattro i parametri.
Il grading rende possibili i record. La Mickey Mantle Topps del 1952 gradata SGC 9.5 viene battuta da Heritage per 12,6 milioni nel 2022, allora il bene sportivo più caro di sempre. Nel mondo Pokémon l'unica Pikachu Illustrator PSA 10 passa a Logan Paul per 5,275 milioni nel 2022 e viene rivenduta a oltre 16,5 milioni nel 2026. In ogni caso il voto sulla teca è la cosa che si compra.
Due curiosità spiegano il mito. La T206 Honus Wagner è così rara perché fu lo stesso Wagner a far ritirare la propria figurina dalla produzione, e ne sopravvissero poche decine. E PSA, oggi un colosso, nei primi tre anni perdeva circa 10.000 dollari al mese: i commercianti temevano che un voto ufficiale smascherasse i difetti del loro magazzino.
L'esplosione del grading
Carte gradate ogni anno dai quattro grader principali messi insieme (PSA, CGC, SGC, Beckett). Il grafico mostra il triennio 2023-2025: da 17 a 26,8 milioni di pezzi, più 32% nell'ultimo anno. La spinta era nata prima, con il boom da pandemia del 2020 e 2021, quando le code arrivarono a stimati 10-12 milioni di carte. La barra del 2026 è una proiezione.
I videogiochi
La categoria più giovane e la più veloce. In poco più di quattro anni il videogioco sigillato passa da nicchia da pochi appassionati a battute d'asta sopra il milione, controversie comprese.
VGA, Wata e l'alleanza con Heritage
Il videogioco è l'ultima categoria ad arrivare alla teca. Nel 2008 VGA, Video Game Authority, è la prima a votare e sigillare giochi ancora chiusi, su una scala storica da 0 a 100. Nel 2018 arriva Wata Games, che allinea la sua scala a quella dei fumetti (un voto numerico da 0,5 a 10,0 più un voto al sigillo da C ad A++) e stringe un'alleanza con la casa d'aste Heritage, che dal gennaio 2019 inizia ad accettarne i pezzi.
Il risultato è la corsa più rapida che il collezionismo abbia mai visto. Nel febbraio 2019 una copia sigillata di Super Mario Bros. supera per la prima volta i 100.000 dollari. Nel luglio 2021, alla prima asta Heritage dedicata ai videogiochi, in due giorni cadono due record: The Legend of Zelda a 870.000 dollari e un Super Mario 64 gradato Wata 9.8 A++ a 1,56 milioni, primo videogioco oltre il milione. Ad agosto una copia di Super Mario Bros. tocca i 2 milioni sulla piattaforma Rally.
La copia di Super Mario Bros. da 2 milioni racconta meglio di tutte cosa fosse diventato il mercato: non passò da un'asta tradizionale. La piattaforma Rally l'aveva comprata per circa 140.000 dollari nel 2020 e divisa in quote fra piccoli investitori; quando arrivò l'offerta da 2 milioni, quasi l'80% votò per vendere. Un videogioco scambiato come un'azione.
La controversia, raccontata com'è
Una storia onesta non la nasconde. Nell'agosto 2021 lo youtuber Karl Jobst accusa Wata e Heritage di conflitti d'interesse e di gonfiare i prezzi per presentare i giochi come investimenti. Entrambe le aziende respingono le accuse, definendole "infondate". Nel maggio 2022 parte una class action in California per presunta manipolazione del mercato e tempi di grading non rispettati. L'esito definitivo della causa non risulta pubblicamente chiarito.
La lezione per il settore è netta: in un mercato giovane, la credibilità del grader e l'indipendenza dalle aste non sono un dettaglio, sono il prodotto.
Nel 2021 entra anche CGC, il grader dei fumetti, portando la sua reputazione. Dopo la bolla del 2021 i prezzi si sono normalizzati, ma il grading è ormai infrastruttura: oggi i protagonisti sono PSA (che ha assorbito Wata), CGC e VGA, accanto a nuovi attori, anche regionali.
Il salto del videogioco
Prezzi record di videogiochi sigillati e gradati, in milioni di dollari. Da una nicchia da poche decine di migliaia di dollari al milione in poco più di quattro anni. La cifra del 2017 è un valore di riferimento di mercato; quella di agosto 2021 è una vendita su piattaforma Rally.
I numeri di un mercato adulto
Quattro categorie, una sola idea, e una crescita che continua. Ecco le cifre che descrivono il grading nel 2025 e 2026.
Il record per categoria
Vendita pubblica più alta per ciascuna categoria, in milioni di dollari. In asta pubblica il videogioco, il più giovane, ha ancora il record più basso.
Una precisazione importante: sono vendite pubbliche. Per i videogiochi il record sembra il più basso, ma non è il dato reale: le trattative più grosse avvengono in privato e non vengono tracciate. Una copia sigillata di Super Mario Bros. ha toccato 2 milioni di dollari già nel 2021, fuori dalle aste. Il tetto vero è più alto di quello che il mercato pubblico lascia vedere.
Perché si grada
Le tre ragioni per cui un collezionista porta un pezzo al grading restano sempre le stesse, dal 1986 a oggi.
delle carte gradate da PSA nel 2025 ha ottenuto il voto massimo "10". Il top di gamma resta raro e conteso.
TGMGrading
il prossimo capitolo
Oltre settant'anni di storia hanno costruito un metodo. The Games Market lo porta in Europa e lo applica al videogioco da collezione: i cinque pilastri intatti, una tecnologia proprietaria che li rende più solidi e, soprattutto, un'azienda con un sistema di gestione certificato ISO 9001:2015 da Bureau Veritas: la prova esterna della stessa serietà che chiediamo a ogni voto. Perché quando il mercato cresce e si fa adulto, è la serietà a fare la differenza. E questa storia la stiamo scrivendo adesso.
Autenticazione
Verifica del pezzo, anche con raggi X sul sealed senza romperne il sigillo.
Scala condivisa
Un voto chiaro e ripetibile, con il metodo sempre visibile dietro il giudizio.
Teca da collezione
Incapsulamento che protegge il pezzo e lega il voto all'oggetto.
Garanzia
Giudizi documentati, ripetibili, di cui The Games Market risponde.
Trasparenza
Ogni voto, prezzo e giudizio mostra il metodo che lo ha prodotto.
Fonti e note
Ogni dato di questa pagina è verificato su fonti pubbliche e citato qui sotto. Le vendite private sono segnalate come tali e tenute distinte dai record d'asta. Dove le stime di mercato divergono tra istituti, è indicato l'ordine di grandezza.
Numismatica · Le origini
- PCGS, A History of U.S. Rare Coin Grading · pcgs.com
- PCGS, William Sheldon's 70-Point Scale (1949) · pcgs.com
- CoinWeek, History of the First Third-Party Grading Service: ANACS · coinweek.com
- Coin World, Grading revolution in 1986 · coinworld.com
- Wikipedia, Sheldon coin grading scale, PCGS, NGC
Fumetti
- CGC, About CGC e Grading Scales · cgccomics.com
- CGC, Action Comics #1 Soars to $6 Million (2024) · cgccomics.com
- Heritage Auctions, Superman No. 1 a 9,12 milioni (2025) · comics.ha.com
- Overstreet Access, Grading Definitions · overstreetaccess.com
Carte
- Sports Collectors Digest, History of grading: PSA, BGS, SGC · sportscollectorsdigest.com
- CBS Sports / ESPN, 1952 Topps Mantle a 12,6 milioni (2022)
- Guinness World Records, Pikachu Illustrator (2022) · guinnessworldrecords.com
- CNN, Pikachu Illustrator a 16,5 milioni (2026)
- GemRate · Sports Illustrated, volumi di grading 2023-2025
Videogiochi
- Heritage Auctions, Super Mario 64 a 1,56 milioni (2021) · comics.ha.com
- Heritage Auctions, Legend of Zelda a 870.000$ (2021)
- Engadget / CNBC, Super Mario Bros. a 2 milioni, piattaforma Rally (2021)
- Kotaku · Nintendo Life · VGC, le accuse e le risposte di Wata e Heritage (2021-2022)
- CGC, Video Game Grading (2021) · Wikipedia, Wata Games
Nota metodologica. I confronti di prezzo tra categorie e tra grader diversi (TGMGrading, VGA, Wata, CGC, PSA) vanno letti con attenzione: ogni grader adotta la propria scala di valutazione, quindi un voto non è automaticamente equivalente a un altro. Le cifre di mercato indicate come stime o proiezioni provengono da istituti di ricerca con metodologie differenti e sono presentate come ordini di grandezza.