I giocatori di lunga data come me
associano la parola Square alla mitica prima incarnazione della software house
di giochi di ruolo per antonomasia, quella Squaresoft
che diede i natali a capolavori come Final Fantasy VII (l’originale, unico e
solo): oggi invece, dopo fusioni varie e riorganizzazioni, Square Enix spazia molto di più a livello di titoli, e con SaGa Emerald Beyond, in uscita anche per
Nintendo Switch il 25 aprile 2024, offre un ventaglio di
novità che non mancheranno perlomeno di incuriosire nuovi e vecchi
videogiocatori.
Ma andiamo con ordine. La serie
SaGa arriva da molto lontano nel tempo, dal 1989 per la precisione da quando il
primo titolo della serie uscì con il suggestivo nome di The Final Fantasy Legend: il franchise ruolistico più famoso di
sempre non fu scelto a caso per dare il nome al gioco, dal momento che a
produrlo fu proprio la Squaresoft menzionata prima.
Attraverso generazioni di
console differenti, passando dal Super Nintendo fino ad arrivare alla
PlayStation con il bellissimo SaGa
Frontier, che personalmente ho divorato come un Tamagotchi in astinenza da
dolci, la saga di SaGa, perdonate il gioco di parole, si è distinta per il
sistema di combattimento a turni sempre molto tattico, la possibilità di
scoprire nuove rotte narrative a seconda delle scelte effettuate e dei
personaggi utilizzati e, ultima ma non ultima, la presenza di mondi aperti
innovativi e classici allo stesso tempo, capaci di soddisfare ogni palato.
SaGa Emerald Beyond si presenta
come un gioco a se stante, disconnesso dagli eventi che hanno avuto luogo in
tutti gli altri capitoli della serie, anche se sono quasi certo che non
mancheranno i collegamenti più o meno velati ai mondi già esplorati in
precedenza.
Square Enix ha promesso agli utenti che avrebbero ritrovato come
sempre tonnellate di diramazioni
possibili e quest secondarie da vivere, portare a compimento e giocare con
l’entusiasmo proprio di chi ha amato la serie, tuttavia per avvicinare e
incuriosire anche coloro che non hanno mai giocato a un gioco della serie
Square Enix ha confezionato un titolo all’avanguardia, che promette faville dal
punto di vista tecnico.
I personaggi sembrano pitturati da una mano venata da
un’ispirazione notevole e la struttura dei combattimenti a turni, in cui sarà
fondamentale saper scegliere la disposizione ideale dei membri del party,
costituisce di per sé motivo di grande interesse per gli appassionati di
strategia bellica in salsa fantasy.
Come già visto in Romancing SaGa
e Unlimited SaGa, che tra l’altro fu l’ultimo titolo di un certo spessore uscito
per PlayStation 2, i finali multipli sono garantiti per ognuno dei sei
personaggi disponibili: non solo, ognuno di loro avrà più finali sbloccabili,
aumentando così esponenzialmente la longevità del titolo se consideriamo che i
mondi da visitare per completare la quest principale (che si preannuncia
enorme: prendete le ferie ragazzi!) sono ben diciassette.
La complessità della sua trama
articolata è forse uno degli aspetti più marcati e fondanti della saga di
Square Enix: in un mare mostrum di titoli rpg dove la grafica ultraterrena di Final Fantasy VII Rebirth spadroneggia e
titoli giganteschi come Diablo IV e Baldur’s Gate 3 dettano legge con la
forza del loro retaggio, lo standalone SaGa Emerald Beyond punta tutte, o
quasi, le sue fiches sulla sua immensa ruota di possibilità narrative.
E siamo certi che saprà fare la differenza, in fondo
chi gioca di ruolo non vuole scoprire tutto ma proprio tutto sui suoi eroi
preferiti?
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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