Lunar Remastered il ritorno di due capolavori senza tempo
di Simon Larocca·3 gennaio 2025
Chi scrive è cresciuto a pane,
fumetti e tonnellate di giochi di ruolo
alla giapponese, una definizione che mi è sempre sembrata un po’ troppo
snob a dirla tutta, ma il succo del discorso è un altro: Nintendo sa perfettamente come solleticare il palato fine dei
giocatori del millennio scorso, e probabilmente mi vuole molto bene.
Annunciata per la primavera del 2025, periodo non del
tutto definito ma che in fondo si trova proprio dietro l’angolo, Lunar Remastered Collection farà il suo
fantastico allunaggio anche sulla console ibrida della casa di Kyoto, con il
suo retaggio di pixel art migliorata, scene d’intermezzo in un glorioso HD e la
localizzazione in inglese, che è sempre gradita considerando che l’alternativa,
imparare la lingua giapponese, è sì affascinante ma anche decisamente
complesso. La collezione di cui sopra non comprende ovviamente tutti i titoli
mai usciti inerenti alla saga lunare, bensì i più iconici, quelli che potremmo
definire principali: Lunar Silver Star
Story e il suo diretto seguito, Lunar
2: Eternal Blue.
Più di venticinque anni ci
separano dalla prima uscita di questi due titoli, e di mana ne è passato sotto i ponti e nelle gemme magiche degli eroi
dei JRPG, da allora: contaminazioni di generi e ambientazioni, armi da fuoco
che si trasformano in spade di ghiaccio e storie d’amore all’ombra di mondi
alla deriva, in bilico tra la distruzione e la salvezza. La saga di Lunar, che
io ho giocato quasi tutta fin dai suoi albori nel 1992 (sono stato un top
player precoce!), mescola da sempre trame classiche e innovazioni misurate con
il contagocce. Questo perché nel Sol Levante l’importanza della tradizione, in
ogni ambito, è come una religione che non si può mettere in discussione con
troppa leggerezza: la dicotomia Bene-Male è ben radicata e l’ascesa dell’eroe o
dell’eroina, di solito ragazzi e ragazze comuni di umili origini, rimane un
caposaldo tutt’oggi sfruttato a dovere.
In Lunar, archetipi classici e svolte nelle trame articolate e sempre più
epiche si rivelano in linea con tutto questo: che sia Alex o il giovane Hiro,
entrambi protagonisti dei due giochi contenuti nella collection, il mondo di
riferimento in cui noi giocatori interagiremo si allargherà sempre di più, così
come la trama abbraccerà misteri e minacce destinate a ingigantirsi, fino a
diventare una battaglia senza esclusione di colpi per la salvezza non soltanto
di noi stessi o qualche villaggio, ma di molto, molto altro.
Quando i giochi sviluppati da Game Arts uscirono all’epoca, in pochi
avrebbero scommesso su un successo così totale del loro primo titolo “lunare”:
se è vero che Lunar Silver Star Story aveva le carta in regola per soddisfare i
palati degli utenti giapponesi, bisogna sottolineare che in quegli anni
franchise come Dragon Quest e Final Fantasy avevano conquistato a mani
basse le schiere di ruolisti, di conseguenza trovare una nicchia di riferimento
con Lunar sembrava una main quest
troppo ardua da portare a termine.
E invece…
Lunar spopolò soprattutto nella
sua terra natale, disseminando titoli e spin off sulle principali console
domestiche e portatili, anche il Nintendo DS dove troverete una delle versioni
a mio giudizio meglio riuscite della saga. Curiosità: grazie al successo di
Lunar, per la PlayStation qualche anno dopo, nel 1997, della stessa casa madre uscì
un titolo chiamato Grandia che rimane
a mio parere una piccola pietra miliare del genere, mescolanza riuscitissima di
RPG e JRPG che vi consiglio assolutamente di recuperare, e a cui sono legato
affettivamente, chiaro.
Insomma Lunar Remastered
Collection sta arrivando e ci sono tutti i presupposti per far sì che non sia
una scura eclissi, ma la rinascita di una fulgida
stella nel firmamento videoludico.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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