Death Stranding 2 On the beach un corriere è per sempre, anche in spiaggia!
di Simon Larocca·9 febbraio 2025
Per chi mastica videogiochi da
tutta una vita come chi scrive, l’abitudine a non abituarsi mai davvero alle
follie partorite dalla mente geniale di Hideo
Kojima è diventata una condizione naturale. Personaggio che ha saputo
dosare le presenze sceniche a una riservatezza che rasenta il sovrannaturale,
il game designer nipponico è ammantato dalla leggenda grazie alla sua più
famosa opera videoludica, quel Metal Gear
Solid che ha saputo conquistare generazioni di videogiocatori con il suo
perfetto miscuglio di narrativa coinvolgente, gameplay action-stealth unico e
una serie di idee fuori di testa che, nelle sue mani, sono riuscite a essere
accettate come coerenti (una su tutte: il modo per sconfiggere Psycho Mantis su PlayStation).
Mille traversie, degne di un
poema dantesco, lo hanno fatto allontanare dalla casa madre Konami, così nel
nuovo millennio le produzioni targate Kojima hanno preso una direzione ben
specifica che nel 2019 con Death
Stranding, sublimazione della visione kojimiana, ci hanno regalato ancora
una volta qualcosa di unico.
A distanza di cinque anni è
arrivato l’annuncio ufficiale che sì, è in produzione il seguito delle
avventure post apocalittiche in una nazione, l’America, devastata dalle
conseguenze della crisi climatica e
le creature che abbiamo imparato a conoscere e odiare nelle inusuali vesti di corrieri del nuovo mondo.
Death Stranding 2: On the beach.
Questo è il titolo ufficiale
diffuso da Sony e tutti i rumours precedenti sono crollati come castelli di
carte: Kojima non è solito a rivoluzioni e grandi plot twist che nemmeno George
Martin riuscirebbe a progettare, lo sappiamo, ma è stato bello rivedere Sam come protagonista annunciato,
insieme al cast di comprimari dalla recitazione ineccepibile: il motion capture, nel precedente capitolo
come in quello che arriverà in futuro (ancora non sappiamo quando), è ai
massimi livelli e se il fotorealismo di Death Stranding staccava le mandibole e
gratificava occhi e cuore, stiamo pur certi che con il sequel dovremo avere
sedie molto comode, per goderci lo spettacolo che il buon vecchio Hideo metterà
in scena per noi.
Con una grancassa mediatica
notevole, Death Stranding 2: On the beach è il secondo titolo prodotto dalla
“neonata” Kojima Productions e tra i
nuovi personaggi ufficializzati abbiamo quello interpretato dalla bellissima
quanto talentuosa Elle Fanning, oltre
alle fattezze, e qui tenetevi forti, di George
Miller: se non sapete di chi sto parlando e sentire le parole Mad Max non vi fa venire voglia di
prendere la strada a bordo di un bolide a quattro ruote corazzato con punte di
ferro, allora non siamo più amici.
Come sempre, strettissimo riserbo
sui dettagli della trama: qualcosa è trapelato sul sito ufficiale della Sony e
anche durante lo State of Play, ma se conoscete un minimo il personaggio in
questione, aspettatevi sempre tutto e il contrario di tutto da uno come lui:
leaks e voci di corridoio quando si tratta di Kojima hanno la stessa utilità di
Mario in astinenza da funghi della crescita o Sir Arthur di Ghost’n Goblins in
mutande. Personalmente, ritengo probabile che ci sia un mistero, se non proprio
la chiave di lettura, nel sottotitolo dai toni un po’ troppo estivi e solari,
considerando che lo stesso designer nipponico ha affermato che il seguito sarà
ancora più cupo e veemente, a livello di emozioni suscitate e schiaffi in
faccia metaforici, del predecessore.
Inoltre, stiamo parlando del
creatore di Snatcher, avventura
sci-fi meravigliosa, e allo stesso tempo di un dating sim (?) ambientato in una
scuola frequentata da teenagers dagli ormoni impazziti: siamo davvero sicuri
che tutto quello che ci verrà mostrato da oggi alla fatidica data di lancio
sarà reale, o un’altra proiezione volutamente ingarbugliata di ciò che sembra ma non è?
È il bello di Death Stranding. È Hideo Kojima.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
TGMGrading
Grada i tuoi titoli
Ispezione, sottovoti, sigillo e teca: il voto arriva sempre con il metodo che lo ha prodotto, scritto nero su bianco.