Lost in Shadow ottiene 9/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.
C'era una volta
La Torre delle Ombre
di Simon Larocca·2 marzo 2025
Quando ero piccolo, bastava
davvero poco per divertirsi: inventare dungeon claustrofobici con trappole e
mostri nell’ombra era semplice, l’importante era giocare insieme e con un po’
di immaginazione creavi mondi incredibili. Io e i miei amici, ginocchia
sbucciate e bmx con i pedali più taglienti delle ossa di Wolverine, giocavamo a
essere i protagonisti di Pitfall,
saltando da un muretto all’altro e immaginando laghi di lava rovente al posto
delle piastrelle.
Il gameplay più semplice e
divertente del mondo.
Lo stesso che in qualche modo ho
ritrovato immergendomi nell’originale mondo di Lost in shadow, opera videoludica uscita per nonna Wii nel 2010, prodotto e sviluppato da Hudson
Soft. Si tratta di un gioco unico e raro, dalle atmosfere fantastiche che
ricordano i film fantasy degli Anni Ottanta, con le loro immagini patinate, creature
strampalate e un senso soffuso di malinconia che ne pervade le storie
adolescenziali.
La Torre delle Ombre,
questo il titolo con il quale il gioco è approdato in Italia senza grandi
fanfare mediatiche (un micidiale harakiri commerciale per gli scaffali dei
negozi dell’epoca, credetemi), sembra attingere a piene mani dai platform games classici, inserendo però
un tocco di personalità unico e, soprattutto, un’idea di base che lo eleva
dalla massa, sia a livello di narrazione che gameplay nudo e crudo.
Giocheremo nei panni di un’ombra
strappata a forza da un ragazzo misterioso: la cut scene iniziale è piuttosto
cruda e vedrà il nostro avatar aggredito violentemente un’inquietante creatura
con armatura e spallacci pesanti.
[La Torre delle Ombre scena di gioco]
Scopo del gioco sarà scalare l’altissima
torre e ritrovare l’essere umano a cui l’ombra appartiene, per tornare così a
essere una cosa sola. Inutile dire che la quantità di puzzle ambientali in cui ci imbatteremo metterà a dura prova tutte
le nostre abilità di timing e manualità con il wiimote, lo scettro caratteristico della console di casa Nintendo: croce
e delizia, ma di sicuro iconico.
Uno dei punti di forza è costituito dallo sviluppo della trama in base a ciò che scopriremo strada
facendo, grazie a messaggi e indizi disseminati lungo il percorso che conduce
alla cima della torre. Entrare nelle meccaniche di gioco non è immediato: per
fortuna il tutorial iniziale ci permette di prendere dimestichezza con i
controlli, facendoci azionare leve e percorrere ponti, il tutto ovviamente
visto dalla prospettiva di un’ombra e, in quanto tale, dovremo abituarci a
vedere il mondo con i suoi occhi.
Emblematica, dopo i primi minuti di gioco, la
scena della cascata, forse il primo vero momento di gioco in cui capiremo un
concetto così distante dalla nostra forma mentis.
Non mancheranno i nemici
frapposti tra noi e il nostro obiettivo, ma per fortuna non saremo soli! Come
il buon vecchio (beh non proprio, lui è giovane per sempre!) Peter Pan aveva
Trilly, noi avremo uno spiritello d’aria che ci accompagnerà nel viaggio
ascendente verso la metà di carne e ossa perduta, supportandoci attivamente e
diventando parte integrante del gameplay.
Oscillando tra luce e oscurità,
l’ombra protagonista dovrà farsi largo all’interno di un mondo di gioco dove
tutto e tutti si oppongono alla sua risalita, una sorta di viaggio di
formazione atipico che ricorda, inevitabilmente, grandi classici della
narrativa, film e fumetti, oltre ovviamente ai nostri amati videogiochi.
Da
buon intenditore, non ho poche parole per descrivere la bellezza di questo
gioco: i livelli sono ispirati, l’interazione con gli elementi presenti sullo
schermo vi lascerà spesso a bocca aperta e capirete nel profondo l’importanza di essere se stessi, oltre
a quanto possa essere doloroso e devastante perdere parte della propria essenza
vitale.
Giocando a La Torre delle Ombre, insomma, comprenderete perché Peter Pan
si arrischiò a lasciare l’Isola che non c’è pur di riacciuffare la sua ribelle
ombra volata via in casa di una certa Wendy.
Non ce ne voglia Trilly.
9
Pro
Design dei livelli, di fatto interni ed esterni della Torre, che sembrano usciti da un dipinto
Gameplay originale e ben strutturato, una ventata di freschezza passata ingiustamente in sordina
Se avete amato Ico, Shadow of Colossus e The Last Guardian, è il gioco che fa per voi
Contro
Se vi piacciono i platform originali e con un livello di difficoltà crescente, non lasciatevelo scappare.
Se siete poco pazienti come la mia compagna, posate il wiimote e tornate a sgommare su Mario Kart
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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