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Choplifter II ottiene 7/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.

Choplifter II salvali tutti!
C'era una volta

Choplifter II salvali tutti!

di Simon Larocca3 dicembre 2023

Non so dirvi esattamente quando e dove nacque la mia passione per gli elicotteri, e i relativi videogiochi che li vedono protagonisti, ma so per certo quale fu il titolo che mi conquistò.
Parlo di Choplifter, seminale nel suo genere e che conobbi grazie a un cabinato, uno dei tanti disseminati nei bar e nei circoli d'Italia, un gioco dal gameplay immediato e semplice, almeno sulla carta: sì, perché salvare gli ostaggi di guerra mentre vieni bersagliato da carri armati, basi nemiche e razzi sparati da jet che sfrecciano nei cieli ovunque intorno al tuo elicottero non sarà un'impresa facile da portare a termine, ve lo posso assicurare.
Il titolo di cui vi parlo oggi, però, è il suo seguito ufficiale, un'esclusiva Game Boy molto ricercata dai collezionisti anche e soprattutto per la sua unicità, dal momento che non è stato convertito per nessun'altra piattaforma.
Choplifter II uscì nel 1991, anno in cui la guerra entrava nelle televisioni di tutto il mondo purtroppo, quindi il gioco sviluppato da Beam Software (casa che si distinse per una moltitudine di videogiochi prodotti per Nintendo) arrivò inizialmente in punta di piedi, promettendo tuttavia un gameplay molto diverso dalla massa, con un approccio che non si basava sull'offensiva: non si tratta infatti distruggere tutto ciò che troveremo sullo schermo, bensì di trovare, far salire a bordo e quindi salvare delle persone, soldati che hanno fatto il loro dovere e che desiderano solo tornare a casa dalle loro famiglie.
Un concept forte, potente, celato dietro un gioco per console portatile, e che alla fine ne decretò il successo, di critica e pubblico.
La console portatile di mamma Nintendo compie egregiamente il suo dovere su schermo: l'elicottero è riprodotto in maniera fedele, pur non avendo il Game Boy le capacità grafiche dei sistemi d'intrattenimento casalinghi più famosi dell'epoca, i livelli esaltano la difficoltà crescente del gioco con un tripudio di mezzi corazzati e missili che ci costringerà a manovre spettacolari e fulminee per evitare il Game Over!
Ogni volta che individueremo gli ostaggi da portare in salvo, le operazioni di salita a bordo saranno messe a dura prova dall'arrivo dei nemici, ovviamente "settato" sulla hitbox attivata dai pattini di atterraggio del nostro mezzo a contatto con il terreno.
Ricordo con affetto (e tanta nostalgia) una partita in cui dovetti decollare non so quante volte, interrompendo di fatto il salvataggio dei soldati (e immaginandoli depositare sulla mia testa tutta una serie di insulti in linguaggio binario che non si possono ripetere!) così da evitare il fuoco incrociato dei carri armati che mi avevano preso di mira.
Spoiler: alla fine riuscii a caricare gli ostaggi e a riportarli alla base, ma a costo di un paio di vite.
Choplifter II appartiene a quella categoria di videogiochi che non possono mancare nella vostra collezione, vuoi per la rarità, vuoi perché titoli davvero imponenti e che hanno fatto la storia degli arcade con protagonisti gli elicotteri non sono poi così tanti, a ben vedere.
Uno sparatutto atipico, in grado di offrire ore di sano divertimento, prendendo i comandi di un mezzo affascinante e sorvolando scenari di guerra con uno scopo nobile.
E il gioco è fatto.
Game Cover
7

Pro

Concept immediato, che garantisce profondità grazie a un gameplay non banale

Difficoltà crescente che metterà alla prova riflessi e coordinazione

Approccio “salva e scappa” non così diffuso, ieri come oggi

Contro

Livelli dal design basilare e non molto vari

Pilotare l'elicottero con i comandi GameBoy richiede impegno

La difficoltà del gioco potrebbe tenere alla larga chi non ha molta pazienza

Completo
89,94 €
Nuovo
207,00 €
Gradato
227,70 €
author

Simon Larocca

Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.

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