CreatiVision l'ambiziosa console/computer di VTech e il suo arrivo in Italia con Zanussi
di Carlo Santagostino·31 agosto 2025
Nel 1981 la società VTech di Hong
Kong stava riscuotendo un ottimo successo mondiale con la produzione di
videogiochi elettronici portatili ispirati alla linea “Game & Watch” di
Nintendo, in Italia particolarmente erano molto venduti con il nome di
“scacciapensieri” distribuiti dalla GIG, tanto che superavano nelle vendite gli
originali di Nintendo.
VTech decise quindi di intraprendere un'ambiziosa
iniziativa per entrare anche nel crescente mercato delle console per
videogiochi, l'obiettivo era competere con sistemi di successo come il VCS 2600
di Atari e l'Intellivision di Mattel.
In quell’inizio degli anni ’80 c’era però
un nuovo fenomeno, gli home computer, che stavano seriamente contrastando il
mercato delle console di videogiochi, in particolare il VIC20 di Commodore nel
1982 stava ottenendo un successo di vendite strepitoso. VTech decise quindi di
uscire con una console ma che potesse offrire agli utenti la possibilità di
programmare il proprio software, espandendola con periferiche in stile computer
come tastiera, registratore a cassette e stampante, creando così un sistema
"ibrido" computer/console.
Il progetto CreatiVision fu
dotato di hardware all'avanguardia rispetto alle console dell’epoca, includendo
un microprocessore Rockwell 6502A a 2 MHz, un processore video Texas
Instruments TMS9918/9929 (NTSC/PAL) e un chip sonoro Texas Instruments SND76489
con 3 canali mono più un canale rumore.
[CreatiVision fonte immagine rivista Videogiochi Marzo 1983]
La produzione a Hong Kong permetteva
inoltre a VTech di mantenere i costi significativamente bassi, rendendo il
CreatiVision anche più economico anche di sistemi ormai "obsoleti"
come il VCS 2600 e l'Intellivision.
Sfortuna volle che nello stesso
periodo la Coleco, azienda già attiva negli stati uniti nel mercato del
videogicoo, decidesse di lanciare poco dopo la sua console con un hardware
quasi identico al CreatiVision, a parte il microprocessore (il Colecovision era
dotato di uno Zilog Z80) aveva gli stessi coprocessori grafici e sonori.
Coleco
riuscì a vendere molto di più e surclassare la console di VTech perché mentre
quest’ultima sulla creazione di giochi per il Creativision procedette con una
pratica comune negli anni '80 "clonando" il gameplay di titoli di
successo e modificandone grafica, suoni e trama (ad es. Police Jump ispirato a
Donkey Kong e Sonic Invader ispirato a Space Invaders), Coleco invece acquisì
le licenze ufficiali dei videogiochi arcade più famosi del periodo, come
appunto Donkey Kong di Nintendo decretandone il successo mondiale.
In Italia, il CreatiVision fu
distribuito da Zanussi Elettronica. La notizia dell'ingresso di Zanussi, un
importante colosso italiano, nel settore dei videogiochi con un nuovo sistema fu
un evento significativo.
La console veniva promossa come un sistema che
poteva essere espanso e trasformato in un vero e proprio home computer, tramite
gli accessori e la cartuccia “BASIC” evidenziando la sua natura ibrida e le sue
capacità avanzate.
[CreatiVision Basic]
La promozione avvenne anche attraverso campagne
pubblicitarie che lo dipingevano come il sistema gaming-computer domestico più
potente sul mercato.
Alla fine del 1983 però il
mercato delle console in generale ebbe un tracollo dato l’enorme successo che
stavano riscuotendo gli home computer come il già citato Commodore VIC20 e poi
soprattutto il Commodore 64, decretando la crisi del colosso dei videogiochi
dell’epoca ATARI e portandosi dietro anche i grandi e piccoli competitor come
Coleco e VTech che uscirono come tanti altri dal mercato del videogioco
ritenuto erroneamente “finito”… la famosa “crisi del videogioco” del 1984 che
in realtà crisi non era ma semplicemente un cambiamento nel mercato di quei
primi anni ’80.
VTech infatti tentò di
riposizionarsi e iniziò a concentrarsi sul mercato dei computer domestici con
la nuova linea "Laser".
Le unità CreatiVision invendute furono
riconfezionate come "CreatiVision Mark II" con un nuovo logo e la
scritta "Laser 500", nel tentativo di associare la console alla nuova
serie di computer e di allontanarsi dall'immagine di puro sistema videoludico.
Il "Laser 2001", lanciato alla fine del 1983/inizio 1984, ereditò
gran parte dell'hardware del CreatiVision, compatibile con le sue cartucce, ma
presentava più RAM e una tastiera professionale, consolidandosi come un vero
computer domestico.
Carlo Santagostino
Ricercatore e divulgatore della storia dell’informatica e del videogioco, docente di informatica, segretario dell’associazione culturale RETROCAMPUS, conduttore del podcast e canale YouTube ARCHEOLOGIA INFORMATICA, redattore ed editor della rivista RETROCOMPUTER.
Carlo Santagostino
Ricercatore e divulgatore della storia dell’informatica e del videogioco, docente di informatica, segretario dell’associazione culturale RETROCAMPUS, conduttore del podcast e canale YouTube ARCHEOLOGIA INFORMATICA, redattore ed editor della rivista RETROCOMPUTER.
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