The House of The Dead 2 Remake l'orrore fa di nuovo centro!
di Simon Larocca·21 febbraio 2025
Entro in salagiochi con le mie
mille lire accartocciate in una mano, sento tra le dita la zigrinatura della
molletta per il bucato, quella che mia nonna usava lanciarmi dal balcone
insieme ai soldi per andare a “giocare con i giochini”.
Le ho detto che ormai
sono grande e i soldi li guadagno onestamente scrivendo i temi per i miei
compagni di classe, ma non vuole sentire ragioni.
La salagiochi è situata in
una sorta di scantinato seminascosto del circolo dei vecchi, un luogo inquieto
e con banchi di fumo da sigaretta che al confronto Silent Hill pareva un parco
divertimenti idilliaco. Il nuovo cabinato mi accoglie con urla disumane, facce
orripilanti con la pelle strappata come carta da parati da sostituire e il
mirino di una pistola fantastica posizionata davanti allo schermo: questo fu il
mio primo incontro con The House of the
Dead, targato Sega, 1996.
Tutto questo per dire che certi
videogiochi portano con sé un bagaglio di divertimento arcade che non si può
facilmente replicare, sia per gli anni che li hanno visti protagonisti che per
l’effettivo stato di grazia degli sviluppatori, capaci in questo caso di
trasmettere ai giocatori l’esperienza di uno shooter su binari (o rotaia) in prima persona senza tralasciare
elementi fondamentali come bonus da guadagnare, strade secondarie da sbloccare
e una legione di zombi usciti da un film di Romero che non smetteranno di darvi
la caccia.
Ma i tempi sono cambiati, ora
abbiamo i mezzi per riproporre alle “nuove generazioni” i classici che ci hanno
fatto crescere come esperti di balistica anti-mostro e cecchini dell’ultima
ora, così Forever Entertainment, dopo
aver ripreso il primo spaventoso capitolo, ci riporterà sulle spalle di James e Gary, il dinamico duo di agenti
che dovranno indagare su quanto sta avvenendo in una cittadina sperduta, teatro
di un orrore che si svelerà uno zombie alla volta.
Benché la trama sia solo un
pretesto per metterci in mano la mitica Light
Gun progettata dalla Sega, nipote più evoluta di altri item hardware da
console come la Zapper per
intenderci, abbiamo quanto basta per gettarci nella mischia e dare prova della
nostra precisione: per forza di cose, considerando che il remake di cui stiamo
parlando atterrerà sulle principali console esistenti, dalla Switch alla Playstation 5 passando per Xbox,
la questione periferica esterna sarà ovviata da controlli che necessariamente
dovranno essere integrati alla perfezione nell’economia di gioco, ma attendiamo
specifiche tecniche e conferme su questo fronte.
Per come la vedo io, titoli di
questo genere darebbero un senso all’esistenza del Visore Vr, ricreando il mondo di gioco in modalità immersiva e
coinvolgente. Immaginate Venezia, teatro del secondo gioco, invasa da zombie
affamati e il senso di pericolo che evocherebbe nel giocatore l’architettura
grafica della realtà virtuale, con la grafica rimasterizzata che un remake come
si deve meriterebbe.
Sognare non costa nulla, tuttavia
diamo atto a Forever Entertainment di aver abbracciato il desiderio di
moltissimi fan della saga, affondando le mani nel passato e tirando fuori dalle
acque torbide delle IP semidimenticate un
classico senza tempo, uno di quei titoli che hanno reso i pomeriggi (e le
mattine, se eravate dei birbantelli che saltavano le lezioni di matematica per
sgattaiolare nel bar con i cabinati dietro la scuola) indimenticabili.
Annunciato per la primavera del 2025
stando alle ultime indiscrezioni, The House of the Dead 2: Remake promette lo
stesso gameplay dei predecessori, una modalità
Cooperativa che è di fatto il manifesto di uno sparatutto su binari, in
aggiunta ad altri extra che non vediamo l’ora di provare e vivere sulla nostra
pelle, noi che l’abbiamo ancora addosso, al contrario dei mostri da laboratorio
che saremo chiamati a crivellare di proiettili!
Adatto ai giocatori di oggi ma
anche a quelli di ieri, come me, ragazzi degli Anni Ottanta che forse non hanno
più bisogno di mollette con banconote da mille lire scagliate dal balcone,
tuttavia vi posso assicurare che quando mirerò alla testa del primo zombie che
mi si parerà davanti rigiocando al remake, tornerò indietro nel tempo.
Ancora una volta.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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