GRADA IL TUO TITOLO
The Blood of Dawnwalker: il nuovo volto del dark fantasy
Prossime uscite

The Blood of Dawnwalker: il nuovo volto del dark fantasy

di The Games Market Redazione6 agosto 2026

Quando alcuni dei principali autori di The Witcher 3: Wild Hunt decidono di lasciare CD Projekt RED per fondare un nuovo studio, è inevitabile che ogni loro progetto venga osservato con grande attenzione. È esattamente ciò che sta accadendo con The Blood of Dawnwalker, primo titolo di Rebel Wolves, software house nata con l'ambizione di costruire una nuova saga RPG capace di ritagliarsi un posto tra i grandi esponenti del genere.

L'aspettativa, naturalmente, è elevata. Non soltanto per il curriculum degli sviluppatori coinvolti, ma anche perché il mercato dei giochi di ruolo occidentali sta vivendo una fase particolarmente interessante. Negli ultimi anni produzioni come Baldur's Gate 3 hanno dimostrato quanto il pubblico continui ad apprezzare esperienze profonde e fortemente narrative, mentre il successo di Kingdom Come: Deliverance II ha confermato l'interesse verso mondi credibili e sistemi di gioco che valorizzano la libertà del giocatore. In questo contesto, The Blood of Dawnwalker prova a seguire una strada personale, puntando su un'ambientazione originale e su alcune meccaniche che potrebbero rappresentare la sua vera carta vincente.

Un'Europa alternativa dove i vampiri hanno vinto

L'universo immaginato da Rebel Wolves prende ispirazione dall'Europa del XIV secolo, un periodo già segnato da guerre, epidemie e profonde trasformazioni sociali. Su questo scenario storico si innesta però una componente fantasy che ribalta completamente gli equilibri: i vampiri decidono di uscire allo scoperto e conquistano il potere, imponendo un nuovo ordine in cui gli esseri umani diventano poco più che una risorsa.

Il protagonista dell'avventura è Coen, un giovane trasformato in un Dawnwalker, una creatura sospesa tra due mondi. Non è più completamente umano, ma non appartiene nemmeno del tutto ai vampiri. Questa duplice natura rappresenta il cuore dell'intera esperienza e accompagna il giocatore tanto nella narrazione quanto nelle meccaniche di gioco.

L'obiettivo iniziale sembra piuttosto personale: salvare la propria famiglia prima che sia troppo tardi. Attorno a questa premessa si sviluppa però una vicenda destinata a coinvolgere l'intero equilibrio politico della regione, affrontando temi come il potere, il sacrificio e il significato stesso dell'umanità.

Il tempo non è un semplice contatore

Tra gli elementi che hanno attirato maggiormente l'attenzione c'è il sistema temporale introdotto dagli sviluppatori. L'intera avventura si svolgerà infatti nell'arco di trenta giorni e trenta notti, un limite che influenzerà concretamente la progressione della storia.

Ogni missione richiederà tempo per essere completata e sarà quindi impossibile affrontare ogni incarico disponibile durante una singola partita. Non si tratta semplicemente di una meccanica destinata ad aumentare la rigiocabilità, ma di una scelta di design che punta a dare maggior peso alle decisioni del giocatore.

Chi aiutare? Quale minaccia affrontare per prima? Vale la pena sacrificare un alleato per ottenere un vantaggio maggiore in futuro?

Domande di questo tipo sembrano essere il vero fulcro dell'esperienza. È una filosofia di sviluppo che richiama alcuni classici RPG del passato, ma reinterpretata in una forma decisamente più moderna e cinematografica.

Due nature, un solo protagonista

Il dualismo di Coen non riguarda soltanto la trama.

Durante il giorno il protagonista combatte prevalentemente come un essere umano, affidandosi ad armi tradizionali e tecniche di combattimento più convenzionali. Con il calare della notte emerge invece la componente vampiresca, che apre l'accesso a poteri soprannaturali, maggiore mobilità e nuove possibilità sia in combattimento sia durante l'esplorazione.

Questa alternanza non appare come un semplice cambio estetico, ma sembra modificare profondamente il modo in cui affrontare le missioni. Alcuni obiettivi potrebbero risultare più semplici di notte, altri potrebbero invece favorire un approccio più umano e meno impulsivo.

Se ben sviluppata, questa meccanica potrebbe evitare quella sensazione di ripetitività che talvolta accompagna gli open world di grandi dimensioni.

Le scelte contano davvero?

Promettere conseguenze concrete per ogni decisione è ormai quasi un obbligo per qualsiasi RPG moderno. Molto più difficile è mantenere questa promessa.

Rebel Wolves sostiene di voler costruire un sistema in cui ogni scelta comporti inevitabilmente una rinuncia. Non esisterebbero quindi decisioni perfette o percorsi capaci di garantire il miglior risultato possibile sotto ogni punto di vista.

È un approccio particolarmente interessante perché spinge il giocatore ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni invece di cercare la soluzione "corretta". Una filosofia che ricorda alcuni dei momenti migliori di The Witcher 3, dove spesso il finale di una missione lasciava più interrogativi che soddisfazione.

Naturalmente sarà necessario verificare quanto questa ambizione riuscirà a tradursi in situazioni realmente credibili una volta che il gioco arriverà sul mercato.

Un combat system che cerca il giusto equilibrio

Anche il sistema di combattimento sembra voler prendere le distanze sia dagli action più spettacolari sia dai soulslike più rigorosi.

Le sequenze mostrate finora evidenziano un gameplay basato su schivate, parate, gestione dello spazio e utilizzo combinato di abilità e armi tradizionali. L'elemento vampiresco introduce nuove possibilità offensive e una maggiore aggressività, senza però trasformare il protagonista in una macchina invincibile.

L'impressione è quella di un sistema accessibile ma sufficientemente profondo da premiare chi saprà padroneggiarne tempi e meccaniche.

Molto dipenderà ovviamente dal bilanciamento finale, soprattutto considerando che buona parte della progressione ruoterà attorno all'evoluzione delle abilità di Coen.

Un'identità che va oltre il paragone con The Witcher

Il confronto con The Witcher è inevitabile e probabilmente accompagnerà il gioco ancora per molto tempo. D'altronde è difficile ignorare il passato di molti membri del team di sviluppo.

Eppure limitarsi a considerare The Blood of Dawnwalker come "il nuovo Witcher" rischia di essere riduttivo.

Le differenze iniziano proprio dalla struttura del gioco. L'introduzione del tempo come risorsa limitata, la doppia natura del protagonista e una costruzione narrativa apparentemente più concentrata sembrano voler offrire un'esperienza differente rispetto all'approccio adottato dalla serie di CD Projekt RED.

Più che raccoglierne l'eredità, Rebel Wolves sembra voler dimostrare di poter costruire una nuova identità partendo dalle competenze maturate negli anni precedenti.

Un mondo che punta sull'atmosfera

Anche dal punto di vista artistico il progetto mostra una personalità ben definita.

Le ambientazioni viste finora restituiscono un'Europa decadente, fatta di villaggi consumati dalla guerra, castelli che dominano vallate nebbiose e foreste che sembrano nascondere pericoli dietro ogni albero. L'ispirazione al folklore dell'Europa orientale emerge chiaramente anche nel design delle creature, molto distante dalla rappresentazione romantica del vampiro resa popolare da cinema e televisione.

L'impressione è quella di un mondo che punta più sull'atmosfera che sull'eccesso visivo, cercando di costruire un'identità coerente piuttosto che limitarsi a impressionare con effetti spettacolari.

Le aspettative sono alte, ma serviranno conferme

The Blood of Dawnwalker rappresenta probabilmente uno dei debutti più interessanti degli ultimi anni nel panorama dei giochi di ruolo occidentali. L'esperienza del team, un concept narrativo solido e alcune idee di game design decisamente coraggiose sono elementi sufficienti per giustificare l'interesse che il progetto ha saputo generare.

Al tempo stesso è inevitabile mantenere una certa prudenza. Molte delle caratteristiche che oggi rendono il titolo così promettente — il sistema temporale, il peso delle scelte, il dualismo del protagonista — sono anche quelle più difficili da realizzare in maniera convincente. La storia recente dell'industria insegna quanto sia facile alimentare aspettative elevate e quanto sia complesso trasformarle in un'esperienza davvero memorabile.

Se Rebel Wolves riuscirà a mantenere gli obiettivi dichiarati, The Blood of Dawnwalker potrebbe diventare una delle nuove proprietà intellettuali di riferimento per gli appassionati dei giochi di ruolo. Non tanto perché cerca di imitare i grandi classici del genere, quanto perché sembra intenzionato a raccoglierne l'eredità proponendo una propria visione, fatta di scelte difficili, conseguenze tangibili e un mondo oscuro che promette di mettere continuamente alla prova il giocatore.

Per ora le premesse sono decisamente incoraggianti. La vera sfida inizierà quando sarà il momento di verificare se tutte queste ambizioni sapranno convivere in un'avventura capace di lasciare il segno.

author

The Games Market Redazione

The Games Market è una piattaforma internazionale dedicata a videogiochi contemporanei e retrogame. Offre dati di mercato, strumenti tecnologici e servizi come il grading TGM per valorizzare e acquistare videogiochi con consapevolezza.

TGMGrading

Grada i tuoi titoli

Ispezione, sottovoti, sigillo e teca: il voto arriva sempre con il metodo che lo ha prodotto, scritto nero su bianco.

Marketplace

Scopri i titoli in vendita

Solo pezzi già gradati: voto e cartiglio in chiaro nella scheda, così sai esattamente che cosa stai comprando.