Okami Sequel! Amaterasu sta per rinascere ancora una volta
di Simon Larocca·27 gennaio 2025
Ne avevo sentito parlare nel 2006 quando uscì, in quei mesi febbrili
fatti di notti a Berlino e il caos dei festeggiamenti calcistici, ma poi me ne
scordai, colpevolmente, fino a quando non lo giocai l’anno successivo sulla mia
PlayStation2, perdonatemi se vado a
memoria.
E fu subito amore, sbocciato
all’ombra di alberi di ciliegio, o mia Amaterasu:
Okami è uno di quei titoli che
spezzano le catene del genere videoludico e saltano agilmente, proprio come il
lupo bianco in cui si incarna la dea del sole shintoista, dal platform al puzzle game, per approdare infine in qualcosa di nuovo ed
entusiasmante.
Dopo averci fatto sognare con PlayStation prima e su Wii dopo, qualche anno dopo, Capcom e il game designer Hideki Kamiya in sella al suo studio Clover hanno annunciato l’arrivo di un
sequel ufficiale!
E come potevano chiamare il
seguito di Okami, se non Okami Sequel?
Che sia il nome definitivo o provvisorio del titolo in questione (io spero in
qualcosa di più epico in futuro), ciò che conta veramente è che esiste, non è
più un sogno a occhi aperti tra le fronde delle foreste di Nara o il desiderio
finale di un Oni pentito per le sue azioni distruttive, ma una solida realtà in
divenire.
Il teaser diffuso da Capcom
mostra un bosco lugubre e ammantato di ombre prendere vita grazie alle macchie
di colore scagliate da un pennello invisibile, subito dopo il calpestio di
zampe inquiete, pura potenza animale per una divinità che riprende vita, e
colore, mostrandosi in corsa su una vallata baciata dal sole nascente:
Amaterasu si presenta quindi così, in maniera spettacolare, un ritorno che sa
di leggenda.
Il principio base del capostipite
della serie è che la vita rinasce, sempre,
in un ciclo infinito di vita, distruzione, morte e rinascita appunto.
Attingendo ai dogmi del Tao, da cui
Clover trasse in pratica quasi tutta la lore
e gli elementi cardine di Okami, accompagneremo la dea Amaterasu, nelle sue
vesti di lupo bianco, in un’ineguagliabile ricerca dell’equilibrio e della
giustizia divina (letteralmente!). Anche in questo seguito avremo a che fare
con demoni e luoghi mistici in decadenza, nei quali dovremo riportare l’ordine
e la pace
La peculiarità incredibile del
primo gioco era costituita dall’iconico Pennello
Celestiale: con questo strumento, il giocatore poteva pennellare su un
foglio di carta di riso e così interagire con ambienti e nemici, costruendo
ponti e spianando la strada nel primo caso, creando attacchi elementali
spettacolari con cui sbaragliare gli oni nel secondo.
La domanda che ha
tormentato tutti i videogiocatori dal giorno dell’annuncio è una sola (no, non
è vero, ce ne sono molte ma questa è di certo la più importante): il Pennello
Celestiale farà la sua comparsa anche nel seguito? La verità è che al momento
non vi sono aggiornamenti ufficiali al riguardo, così come la presunta data di
uscita è ancora molto lontana dall’essere annunciata.
Questo perché, come lo stesso
Kamiya ha già ribadito più volte dopo l’annuncio dello sviluppo del gioco, lui
e Clover stanno iniziando praticamente adesso a lavorare sul titolo, quindi non
aspettiamoci di vedere Okami Sequel sulle nostre piattaforme di gioco tanto
presto.
Però… è già qualcosa. Sapere che
il progetto è iniziato ufficialmente, che Amaterasu e la sua odissea sulla
Terra è ben lungi dall’essere finita, che le schiere di appassionati non hanno
mai smesso di credere in una riproposizione del franchise Capcom, così come la
casa madre stessa, e che quel che si dice delle leggende vale anche per chi,
videoludicamente parlando, leggenda lo è diventato, come Okami insegna.
Che tu
abbia venduto poco o tanto, che siano passati decenni dalla tua ultima
apparizione nel mondo degli esseri umani, tutto questo non riveste alcuna
importanza, se nel frattempo hai conquistato il cuore di chi, in tua compagnia,
ha trascorso ore a pennellare mondi e sognare a occhi aperti un Giappone mai così suggestivo.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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