Videogiochi come leggere le confezioni: il sistema PEGI
di Simon Larocca·9 aprile 2024
Il mondo dei videogiochi è
cambiato drasticamente negli ultimi decenni, rivoluzionandosi fin dalle sue
fondamenta.
Prima dell’avvento della PlayStation, spartiacque tra il
“vecchio” e il moderno, sussisteva un unico dilemma quando ci si recava nel
negozio di fiducia per comprare l’ultima cartuccia uscita per il Sega Master
System, ossia avere i soldi della paghetta per poterlo acquistare!
Oggi le
cose sono molto diverse: il collezionismo
ha preso piede in tutto il mondo, la varietà di giochi esistenti è abnorme e le
esperienze simulative hanno raggiunto livelli talmente elevati da sfiorare il
realismo puro e saper leggere a dovere la
confezione di un videogioco permette agli utenti, e coloro che si
approcciano all’universo videoludico per la prima volta, di orientarsi con
cognizione di causa tra codici, simboli e sistemi di classificazione.
Il Sistema Pegi è il primo numero che salta
all’occhio: si tratta del sistema di classificazione dei contenuti all’interno
di un titolo, e viene adottato in Europa informando l’utente finale su ciò che
troverà: le fasce d’età oscillano tra i 3 anni e i 18, progredendo dal verde
fino al rosso.
Più si alza l’età sottolineata nell’angolo Pegi della
confezione, maggiori saranno le restrizioni: inoltre, potremo visualizzare una
serie di icone che rappresentano nel dettaglio quali tipologie di contenuti
saranno presenti nel titolo che stiamo valutando, per esempio Sesso e Nudità, Violenza, Turpiloquio e così via tutte spiegate in modo testuale. Il Pegi è
fondamentale perché permette ai genitori di minorenni di poter valutare
consapevolmente se il gioco è adatto a loro.
Nella tabella qui sotto invece troverete per comodità un raffronto tra il PEGI e altri sistemi di classificazione degli altri paesi come l'ESRB (Entertainment Software Rating Board) americano, il RARS (Russian Age Rating System), l'ACB (Australian Classification Board) e l'USK (Unterhaltungssoftware Selbstkontrolle) tedesco. Ve lo presentiamo perché in un mercato interconnesso come il nostro è facile trovarsi in mano dei videogiochi con simboli diversi dal PEGI.
[Comparazione tra PEGI - ESRB - RARS - ACB e USK]
Lo stesso criterio vale per il CERO (Computer Entertainment Rating Organization) nel paese del sol levante che troverete stampato sulle confezioni di videogiochi Giapponesi dal 2002 in avanti.
[Sistema di valutazione CERO Giapponese]
Ma le confezioni presentano molti
altri codici e simboli, importantissimi per tutta una serie di motivi che
andremo a spiegarvi: esaminiamo per esempio la linguetta della confezione del
titolo che vi ha incuriosito. Anche in questo caso, vi sono dei codici da
tenere in considerazione perché possono fornirci informazioni davvero molto
utili: forse i più famosi sono i codici
di attivazione, presenti inizialmente nei giochi per PC agli albori degli
anni Novanta e che consentono, essendo codici univoci, di far girare il gioco,
attivandolo e rendendolo fruibile.
Molto spesso, soprattutto nei titoli
costituiti da episodi seriali (come Life
is Strange tanto per citarne uno), il codice di attivazione permette
l’avviamento dell’ultimo episodio, garantendo così la completezza del titolo
acquistato. Per i collezionisti porre molta attenzione ai codici sulla
linguetta è una regola imprescindibile, anche perché è qui che troveranno i codici promozionali per sbloccare i
contenuti esclusivi della Limited Edition acquistata, che possono essere skin speciali
o la colonna sonora, contenuti che non saranno disponibili in altro modo e che
nella loro esclusività permetteranno
a quel pezzo di accrescere il suo valore
di mercato (e anche affettivo).
Anche sul manuale del videogioco,
presente all’interno della confezione in formato fisico per quanto riguarda i
titoli meno recenti, vengono inseriti codici particolari la cui funzione è
imprescindibile per coloro che li possiedono: al di là dei contenuti bonus, è possibile infatti attivare anche un codice di
autenticazione, fondamentale per essere sicuri che la copia in nostro possesso
sia originale e autentico, in primis, quindi l’importanza capitale di una
conoscenza di base dei suddetti codici può fare la differenza.
A seconda del sistema
d’intrattenimento che useremo, inoltre, troveremo sulle confezioni dei nostri
amati titoli simboli e codici di altra natura, ma altrettanto rilevanti: i
videogiochi PlayStation, per esempio, presentano sul dorso della confezione un codice alfanumerico che rappresenta in
un certo senso la sua carta d’identità.
Ma non solo: l’ultima lettera ci
comunica addirittura se il gioco tra le nostre mani è completo in tutte le sue
parti o si tratta di una demo! Utile vero? Ma parliamo anche di Nintendo per
par condicio: avete presente i triangolini
colorati sul dorso dei loro titoli? Anche in questo caso il colore scelto
per quel determinato videogioco non è affatto casuale, perché ci fornisce
informazioni sulla lingua, o le lingue, presenti nel manuale e nel titolo
stesso.
Conoscere il sistema di codici e simboli delle
confezioni permette a collezionisti, ma anche ai “semplici” fruitori del media
videogioco, di fare acquisti consapevoli. Andremo poi nello specifico delle varie codifiche per NES ad esempio nei prossimi articoli!
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
TGMGrading
Grada i tuoi titoli
Ispezione, sottovoti, sigillo e teca: il voto arriva sempre con il metodo che lo ha prodotto, scritto nero su bianco.