Skies of Arcadia ottiene 8/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.
C'era una volta
Skies Of Arcadia magistrale opera SEGA per Dreamcast
di Simon Larocca·18 marzo 2024
Di Jrpg, ossia giochi di ruolo alla giapponese, è pieno il mondo.
Lo sappiamo bene noi, videogiocatori di lungo e medio corso, cresciuti a pane e Dragon Quest, impavidi eroi pronti a tutto che armati di joypad e tanta pazienza abbiamo trascorso giornate intere a vagare dentro foreste e dungeons di piccoli grandi gioielli come Chrono Trigger e Final Fantasy.
Nonostante queste siano saghe iconiche, capaci di posare pietre miliari nell'universo videoludico che perdurano ancora oggi, esiste un rivale indimenticabile: Skies of Arcadia, un'opera a dir poco leggendaria.
Il titolo è già di per sé evocativo, con quel senso di libertà e desiderio di scoperta che non solo costituiscono le basi su cui poggiare qualsiasi gioco di ruolo che si rispetti, ma investe il mondo in cui si svolgono le avventure di Vyse e compagni di un'aura del tutto speciale, diversa dalle ambientazioni che siamo abituati a ritrovare in altri prodotti appartenenti al genere gdr.
Siamo nel 2000, la Sega con la sua Dreamcast sta cercando con tutte le sue forze di contrastare lo strapotere della Sony, casa rivale che avendo messo in campo il suo leviatano inesorabile, una certa macchina chiamata Playstation, sembra davvero inarrestabile.
Per Dreamcast, i prodotti di qualità non mancano di certo, quindi perché Skies of Arcadia riesce a distinguersi? Innanzitutto, il cielo. Le navi volanti non erano certo una novità nei giochi di ruolo, basti pensare a Cid e i suoi aeromobili nei vari capitoli di Final Fantasy, per esempio, ma l'impronta che viene loro data è molto diversa.
Draghi e mostri giganteschi da invocare con apparizioni spettacolari, vasti imperi detentori di armi impossibili e incantesimi capaci di creare apocalissi controllate? Tutto questo viene, almeno all'inizio, messo un da parte dai programmatori del gioco per cercare nuove rotte narrative, dando spazio all'esplorazione, con tutto ciò che ne consegue: battaglie, azioni piratesche non via mare ma cavalcando le nuvole e accarezzando il vento con i polpastrelli, così da raggiungere vere e proprie isole fluttuanti dove dungeon e mostri da sconfiggere non mancano di certo.
I dialoghi sono un altro punto a favore del gioco, belli e profondi, con la possibilità di scegliere in molte occasioni le risposte da fornire che influiranno sulla reputazione del giocatore. Sono presenti tutti gli elementi dell'immaginario nipponico e la loro visione del mondo, come la ricerca dell'equilibrio tra esseri viventi e la natura.
Si respira l'aria della rivoluzione e del 'tutto è possibile', impersonando i corsari dei cieli di Arcadia.
La trama, come da tradizione del Sol Levante, inizia con un punto di vista molto vicino al protagonista, per poi trascinarlo, insieme ad altri personaggi che incontrerete durante i vostri viaggi, in una complessa storia di guerre e minacce planetarie, di creature titaniche e pericolose guidate da tiranni senza scrupoli e che non hanno morale, se non quella del potere e del vil denaro.
Uscito in un secondo momento anche per Nintendo Game Cube, con il titolo di Skies of Arcadia Legends e con un compartimento grafico più avanzato e rifinito, ha raggiunto negli anni lo status di gioco molto ambito e ricercato da coloro che lo hanno amato più di vent'anni fa e che ancora oggi sentono dentro il bisogno impellente di indossare pantaloni e casacca, impugnare una scimitarra e volare lontano sulle ali, ops volevo dire navi, della fantasia.
8
Pro
Tradizione con una forte impronta originale: cieli e isole fluttuanti diventano dungeon da esplorare!
Trama complessa e articolata e... l'ho già detto cieli e isole? Jrpg Vibes alla massima potenza
JRPG Vibes alla massima potenza
Contro
Apprezzabile soprattutto dagli amanti del genere gdr nipponico, con tutti i cliché che lo contraddistinguono
Vedi sopra: non tutti potranno amare gli incontri casuali con i numerosi nemici del gioco
Personaggi ben scritti ma abbastanza stereotipati per chi mastica jrpg a colazione
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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