Halo: Combat Evolved ottiene 9/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.
C'era una volta
Halo ha ridefinito gli standard degli FPS del nuovo millennio
di Simon Larocca·12 marzo 2024
La storia degli sparatutto in prima persona, in gergo FPS, è piena di stelle che ne hanno illuminato il firmamento, ma anche di meteore destinate a precipitare nel deserto dei giochi dimenticati.
Non è il caso di Halo: Combat Evolved, capostipite della saga che ha ridefinito gli standard del nuovo millennio degli sparatutto. Halo vide la luce nel 2001 ed è considerata tutt'oggi l'opera magna dei Bungie Studios, team composto da visionari sviluppatori cresciuti a pane e Doom.
Halo tracciò un confine netto tra ciò che c'era prima e quello che sarebbe venuto dopo: fu il nuovo Anno Zero degli FPS. Ambientato in un lontano futuro dove i viaggi interplanetari costituiscono la normalità e la scoperta di nuovi pianeti e razze senzienti una routine ormai consolidata, Halo prende il nome dal mondo di matrice artificiale dalla caratteristica forma ad anello, divenuta iconica quanto il protagonista dell'epopea, quel Master Chief che ha ispirato fumetti, romanzi e persino una serie televisiva di successo.
Halo, oltre a dare il titolo alla saga intera, è quello che nella narrativa e nel Viaggio dell'Eroe viene denominato l'oggetto della contesa, tra l'alleanza umana e i Covenant, l'unione di più razze aliene che vedono nell'Anello la chiave di volta per la conquista dell'universo nel nome di un cieco fanatismo religioso.
Quando si impugna il joypad per giocare ad Halo, si entra a pieno titolo in una leggenda, fortificata da una struttura narrativa dall'ossatura resistente e allo stesso tempo emozionante: sparare agli alieni non è mai stato così divertente, ma a compiere il salto siderale che lo distingue nettamente da altre produzioni non è solo il metodo "spara e nasconditi", alla base di ogni buon sparatutto a tema alieno: le musiche sottolineano gli scontri più epici e sanguinari esaltando il giocatore, oltre a Master Chief stesso, per il quale diventeremo occhi, orecchie e armatura, pronti a essere scalfiti ma non sconfitti.
Halo ha introdotto novità epocali nel genere, introducendo il salvifico autosalvataggio ed eliminando medikit e razioni alimentari per ripristinare la salute, che invece si rigenera automaticamente dopo un po' di tempo, valorizzando quindi l'aspetto tattico durante l'approccio alle battaglie, quindi non solo spara, ma nasconditi quando puoi e fallo bene altrimenti diventerai carne da macello.
Come dicevamo, Halo rappresenta lo spartiacque ideale tra gli sparatutto che lo precedettero e quelli che, in seguito, si ispirarono a lui. Se pensiamo che videogiochi immortali come Quake e Half – Life, tanto per citarne due a caso, uscirono pochi anni prima di Halo, possiamo farci un'idea ben precisa della sua influenza nella cultura di massa e non solo.
Quake si era già preso la briga di mutare il panorama videoludico con giganteschi scossoni con un motore grafico 3D rivoluzionario, scusate il gioco di parole, mentre Half –Life, con il leggendario avatar Gordon Freeman, aveva introdotto il valore di una buona trama e la caratterizzazione dei personaggi principali inserita meglio.
L'importanza deflagrante di Halo acquisisce, dunque, un significato maggiore che ne nobilita gli intenti innovativi. Missione dopo missione, voi e Master Chief vi farete largo tra centinaia di alieni delle più svariate forme, imbracciando armi futuristiche potenti ed esplorando Halo alla scoperta dei suoi ecosistemi suggestivi e di segreti incredibili. Il tutto con il supporto di Cortana, simulacro dell'Intelligenza Artificiale dotata di una forma umana affascinante e misteriosa, una sorta di GPT evoluta in modi che non possiamo neanche immaginare. O forse sì?
9
Pro
Gameplay meraviglioso e divertimento totale, quando si impara a muovere il nostro eroe
Soddisfazione al limite dell'estasi nel momento in cui si riesce a terminare un livello, in armatura o in mutande non fa differenza
Sublimazione del concetto di "salto" e "tempismo"
Contro
Curva di apprendimento non immediata, bisogna sudare e molto per imparare a giocare
La difficoltà del gioco è quasi sovrannaturale e la frustrazione sarà la vostra compagna in ogni momento
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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