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Flashback: 25th Anniversary ottiene 8/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.

Flashback 25 Anniversary
C'era una volta

Flashback 25 Anniversary

di Simon Larocca11 dicembre 2023

Un salto nel tempo denso di emozioni, con moltissimi ricordi mescolati tra loro nel calderone della memoria: Flashback, e mai come in quest'occasione il titolo è azzeccato, porta con sé un fiume di reminiscenze e pomeriggi davanti alla tv, armato di Amiga e tanta pazienza.
Sviluppato da un team appartenente alla Delphine Software (quelli di Shaq Fu!), con a capo Paul Cuisset destinato a legare il suo nome ai due titoli di maggior successo della casa francese, Flashback è il seguito spirituale di Another World, un altro classico senza tempo che ridefinì il genere platform dimostrando che era possibile scrivere una storia solida e dalla trama intricata anche all'interno di un genere che, notoriamente, si prestava a giochi molto più leggeri e con un target meno maturo.
Flashback si distingue fin dalle prime battute per il suo taglio fantascientifico e le cutscene più belle che si potevano ammirare all'epoca, gestite da una regia oculata che fornisce il giusto pathos per entrare a piè pari nel vivo della storia: la difficoltà è da subito degna di nota, non ve lo nascondo così sarete preparati a dovere quando vi cimenterete nel gioco, con quello che io definisco lo Schema Zelda: nessuna indicazione su come e dove spostarsi, perché l'esperienza di gioco è determinata soprattutto dal fattore "impara da solo e cerca di non morire male troppe volte".
Tradotto: per il venticinquesimo anniversario del videogioco, si è deciso di inserire la modalità rewind per poter ripetere le sezioni estremamente ardue, quelle che per inciso giocatori della vecchia guardia come me ripetevano continuamente, con determinazione, fino a trionfare. Oppure a spegnere la console e andare a fare altro, prima di riprovare il giorno dopo.
Flashback si presenta in una veste bidimensionale a scorrimento, con la possibilità, o meglio la necessità, di cambiare scenario correndo, saltando e sparando, il tutto con una fluidità eccezionale: il rotoscope, tecnica molto usata nel campo del cinema e dell'animazione, permise ai programmatori di concentrarsi sulla digitalizzazione del protagonista, rendendolo di fatto una delle cose più belle da vedere su schermo.
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Fun Fact: la tecnica rotoscopica, anche se non prese mai veramente piede in campo videoludico, regalò alcune avventure grafiche e soprattutto dei lasergames niente male!
L'edizione collector's edition del venticinquennale non prevede solo features interne al gioco, ovviamente: all'interno troveremo la splendida colonna sonora, alcune cartoline da collezione, rigide, che riprendono immagini promozionali diventate leggendarie (la mia preferita è quella che vede Conrad nascosto dietro un muro ad angolo, pistola in pugno, capelli alla James Dean e un vago sapore bondiano) e tutta una serie di extra che faranno la gioia dei nostalgici scuola Amiga (ma il gioco è stato distribuito successivamente su altre console) e forse avvicineranno al genere coloro che avevano solo sentito nominare vagamente questo titolo, nei meandri dei vecchi archivi arcade di qualche sito specializzato, chissà.
Game Cover
8

Pro

La realizzazione in rotoscope è affascinante e caratterizza il gioco da sempre

Regia di qualità e cut-scene meravigliose, capaci di calare il giocatore in una storia avvincente

Comparto sonoro splendido e d'atmosfera

Contro

Niente tutorial come li si intende in epoca moderna: dovremo imparare da soli tutto quanto

Richiede un livello di manualità e precisione che potrebbe scoraggiare il casual gamer

Ostico fin dalle prime battute, ci vorrà un po' per "prendere la mano" con i comandi

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Nuovo
23,58 €
Gradato
25,94 €
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Simon Larocca

Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.

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