Dino Crisis 2 ottiene 8/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.
C'era una volta
Dino Crisis 2 la selezione naturale secondo Capcom!
di Simon Larocca·2 dicembre 2024
A Capcom piace sorprendere il suo pubblico, e non lo scopriamo certo
oggi. Ci ha terrorizzato scaraventandoci a Raccoon City in Resident Evil, gettato nelle strade polverose con una fascia rossa
sulla fronte e un sacco di pugni da sferrare in Street Fighter e caricandoci di epicità dandoci pistola e spada per
annientare demoni sempre più giganteschi in Devil
May Cry.
Quindi, quando iniziarono a dilagare sulle riviste di videogiochi
le immagini disturbanti di carne al sangue e fauci affilate con la tagline
pubblicitaria “Voi siete cibo”, capimmo tutti che Capcom avrebbe combinato
qualcosa di grosso: Dino Crisis diventò subito un must, con quel mix riuscito
di azione ed esplorazione, di fatto un “Resident
Evil con i dinosauri”, riduttivo ma efficace.
[ADV di lancio di Dino Crisis 2]
Correva l’anno 2000, sull’onda
del successo forse anche un po’ inaspettato del predecessore, Capcom pubblicò
il seguito ufficiale, Dino Crisis 2.
Le premesse per un altro grande successo c’erano tutte: praticamente lo stesso
team di sviluppo e lei, la protagonista, l’indimenticabile
Regina, che per la prima volta metteva al centro della scena un’eroina con
le forme (oggi il body-shaming è crocifisso giustamente in sala mensa, ma
vent’anni fa le cose non erano molto diverse, sappiatelo) e tanti, tantissimi
dinosauri affamati di carne umana, la nostra. Insieme a lei un altro
personaggio giocabile, tale Dylan che di fatto non è mai stato pensato per
rubare la scena alla nostra rossa preferita (e come avrebbe potuto farlo?).
Da subito a farsi notare gli
sfondi pre-renderizzati, che tanto avevano fatto gridare al miracolo con
Resident Evil e l’iconica villa da esplorare attraverso molti ambienti interni
resi perfettamente dal motore grafico a disposizione. In Dino Crisis 2 Capcom
fa il salto di qualità e si vede, eccome: gli ambienti 3D sono quanto di più
bello si potesse vedere in quegli anni, a maggior ragione sapendo che la
macchina in questione avrebbe presto ceduto il passo alla sua figlia
ipertecnologica e tanto attesa, la PlayStation 2 destinata alla grandezza ancor
prima di vedere la luce.
Regina si rivela un personaggio all’altezza delle varie Lara Croft,
Jill Valentine e Mai Shiranui (sempre al top, la mia preferita) che spopolavano
in una terra videoludica in tumulto, e chi coglie la citazione vince un chakra
affilato: la tensione che si prova vagando per i corridoi della base, o nelle
sezioni all’aperto dell’insidiosa isola teatro principale del gioco, è
incredibile. Ogni angolo buio può nascondere un predatore giurassico pronto a
farci la pelle, sensazione che forse è leggermente mitigata confronto al primo
capitolo, ciononostante Dino Crisis 2 esegue il suo sporco lavoro egregiamente,
sia sul piano del divertimento che nella restituzione di quelle atmosfere adrenaliniche che la sua fonte
d’ispirazione cinematografica suggerisce appena, in poche e azzeccate sequenze.
Che Dino Crisis abbia tratto
spunto da Jurassic Park, il romanzo
di Crichton divenuto un film di successo grazie a quel filibustiere della
celluloide di nome Spielberg è cosa nota: ma dove il film si ferma, di fatto
rinunciando alle vibes prettamente
horror che invece il romanzo illustrava e anche in maniera esplicita, Dino
Crisis e in particolar modo il seguito spinge sull’acceleratore al riguardo,
regalandoci sequenze gore epiche e
una legione di dinosauri il cui unico obiettivo nella loro rinascita in epoca
moderna è quello di usare Regina e Dylan come fili interdentali.
Glielo permetteremo? Beh, no. Le armi a disposizione dei nostri due
avatar sono svariate e potrete equipaggiarne due, una principale e l’altra
secondaria, come il famoso bastone elettrico impugnato da Regina che quando c’è
da menare le mani non si tira mai indietro. Farsi strada a colpi di fucile a
pompa o sventagliando pioggia mortale grazie alle doppie mitragliatrici mi ha
dato soddisfazione ancora oggi, rigiocandoci dopo ventiquattro anni suonati!
L’unico rimpianto è che di fatto a oggi la storia di Regina rimane incompiuta, questo perché il terzo
capitolo ufficiale della serie venne ambientato in un futuro fantascientifico
molto distante da Regina e la sua squadra, inspiegabilmente direi io.
Ma chissà, forse qualcuno
ripescherà il franchise dagli abissi del tempo e ci restituirà una nuova
avventura!
E no, i raptor in Dino Crisis 2
non hanno imparato ad aprire le porte, per nostra fortuna.
O sì? :)
8
Pro
Il ritorno di Regina in grande spolvero, con più grinta, più armi, più in forma che mai insomma!
Dinosauri ovunque, singolarmente o in branco, ma tutti quanti con un obiettivo comune: indovinate quale?
Tecnicamente al di sopra dello standard di fine millennio, la console grigia Sony spremuta a dovere nei suoi ultimi canti del cigno
Contro
Non sempre la gestione dei dinosauri da parte dell’IA risulta ottimale
- Coloro che apprezzarono il primo capitolo, in particolar modo per l’approccio stealth a discapito delle sezioni shoot’em up, qui si ritroveranno in una situazione diametralmente opposta
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
TGMGrading
Grada i tuoi titoli
Ispezione, sottovoti, sigillo e teca: il voto arriva sempre con il metodo che lo ha prodotto, scritto nero su bianco.