Castlevania: Symphony of the Night ottiene 9/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.
C'era una volta
Castlevania Simphony of the night
di Simon Larocca·29 gennaio 2024
Ombre inquietanti calano minacciose dal castello sulla collina, gettando gli abitanti del villaggio nel terrore.
Nessuno può salvarsi, quando il mantello del Principe delle Tenebre svolazza nella notte alla ricerca di sangue, ma un eroe, discendente dei Belmont, si erge ancora una volta per contrastare Dracula. È così che inizia Castlevania, videogioco a scorrimento laterale 2D che ha fatto letteralmente scuola, diventando un caposaldo degli arcade e termine di paragone per tutti i giochi di genere a venire.
La saga di Castlevania consta di innumerevoli capitoli e ancor di più spin off, spaziando praticamente su ogni console e supporto, compreso il mondo del mobile e ovviamente il pc.
La battaglia tra Dracula e i suoi seguaci e la dinastia dei Belmont, famiglia di cacciatori di vampiri che da secoli si contrappone al succhiasangue per eccellenza, appassiona da decenni i videogiocatori, se pensiamo che il primo episodio vide la luce (o le tenebre, se preferite) nel lontano 1986 grazie alla prolifica Konami: l'industria giapponese si è sempre tenuta molto stretta i suoi franchise più iconici (e remunerativi) tanto da produrre nel tempo raccolte e compilation per i nostalgici.
La difficoltà è ben livellata, anche se alcuni livelli particolarmente ostici vi faranno sbiancare le nocche per la frustrazione provata nel doverli ripetere; certo, quando li supererete vi sentirete epici quanto Van Helsing, ve lo posso assicurare dal momento che l'ho provato sulla mia pelle.
Castlevania riesce a trasporre su schermo la bellezza inquietante delle pagine dei romanzi gotici di fine Ottocento insieme alla sfida degna di un arcade a scorrimento: pensiamo a Ghost'n Goblin, per esempio, e nel calderone mettiamoci dentro una bella dose di combattimenti contro molte creature demoniache e dal design affascinante.
Tra i tanti sequel usciti, ce n'è uno che riveste un'importanza particolare, soprattutto per i collezionisti: sto parlando ovviamente di Castlevania: Symphony of the night, datato 1997 e inizialmente "esclusiva" per Playstation, prima di venire distribuito praticamente su tutte le console di quella generazione.
Oltre ad essere, a mio modesto parere, uno dei capitoli meglio riusciti della saga, sia a livello di storia che di progettazione dei livelli, Symphony of the night è molto ricercato dai collezionisti di tutto il mondo e non è certo una novità.
La versione per Playstation non è introvabile, tuttavia il suo valore di mercato non è indifferente, con i suoi trecento o quattrocento euro di valutazione. Ma le cose diventano molto interessanti con la Limited Edition, con prezzi che vengono raddoppiati a seconda delle condizioni del pezzo.
A livello di gioco e trama, non si discosta molto dai suoi predecessori: essendo il capitolo numero tredici della saga, Symphony of the night riprende il gameplay classico della saga con alcune novità ben inserite nell'economia di gioco.
Inoltre, la trama si sviluppa non solo intorno ai Belmont e Dracula, ma vede anche la presenza del figlio stesso di Dracula, ovvero Alucard, personaggio tra l'altro presente anche nella serie animata distribuita da Netflix e che espande l'universo del capolavoro Konami.
Spesso sentiamo parlare di un sottogenere definito "metroidvania", videogiochi molto specifici caratterizzati da livelli a scorrimento con molte sezioni platform, combattimenti variegati e difficoltà crescente: il nome è composto dai due titoli più rappresentativi, Metroid e, come intuirete, Castlevania.
Quando i capolavori cambiano le carte in tavola, è questo quello che succede.
9
Pro
Un classico senza tempo rinnovato senza snaturarsi
Giocabilità di rango superiore: vorrete sempre riprovare “ancora una volta”
Livelli dall’architettura fantastica e progettati coerentemente
Contro
Bilanciamento del grado di difficoltà che in alcuni livelli non è calibrato adeguatamente
Veste grafica accattivante ma non il meglio che abbia visto nella saga
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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