Blue Dragon: Awakened Shadow ottiene 6/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.
C'era una volta
Blue Dragon! L'ombra del Drago si risveglia su Ds!
di Simon Larocca·9 giugno 2024
Trovare abbastanza spazio di
manovra per spiegare le ali e spiccare il volo, proprio come farebbe un giovane
drago per dimostrare di essere diventato adulto e indipendente, non è affatto
facile quando si parla di JRPG, quei giochi di ruolo classici alla giapponese
disseminati ovunque nei negozi del Sol Levante.
Quando nel 2006 la Mistwalker di un certo Hironobu Sakaguchi (leggendario game
designer che ha regalato al mondo Final
Fantasy e scusate se e poco per non dire sticazzi) sviluppò in esclusiva
per Xbox360 Blue Dragon, di certo era consapevole che avrebbe dovuto lavorare
sodo per sviluppare un titolo che avesse qualcosa in più dalla massa, così che
quel famoso volo di cui parlavamo prima potesse avvenire senza troppi scossoni
o disastrose cadute che avrebbero fatto precipitare la credibilità oltre che le
vendite. Il titolo andò piuttosto bene nonostante le molte riserve, così
Nintendo colse il drago, ehm volevo dire la palla al balzo e pubblicò quelli
che a tutt’oggi costituiscono i due seguiti diretti per Ds, Blue Dragon Plus e
Awakened Shadow: in quegli anni, la console a doppio schermo di Nintendo era
indubbiamente la prima scelta per un gioco di ruolo dinamico e colorato come
questo.
Avendo avuto la fortuna di
giocare tutti i titoli della serie a distanza ravvicinata, posso affermare che
non solo il mondo inventato da Sakaguchi ha il suo perché e gli appassionati di
giochi di ruolo classici troveranno pane per i loro denti sulla piccola grande
console penninodotata! Il character design è facilmente riconducibile al
Maestro dei Maestri: basta uno sguardo fugace a Shu e compagnia bella per capire
che se ne occupò nientemeno che Akira Toriyama
e il suo studio, dandogli quel tocco autoriale in più.
Fin dalle prime battute questo
titolo ci dice a gran voce che sì, l’evoluzione della trama del capostipite
della serie c’è e si vede, ma allo stesso tempo ci racconta la voglia di
prenderne le distanze e assumere un ruolo più netto e definito come gioco a sé
stante. Lo si percepisce sia in Blue Dragon Plus che in Awakened Shadow, il
primo grazie alla ripresa del sistema di combattimento che ricorda da vicino
gioielli come Revenant Wings (che ho consumato), il secondo adottando una divertente
e spettacolare modalità multiplayer: una
piccola digressione doverosa, la mia, perché provate a immaginare, stiamo
parlando di quasi quindici anni fa, cosa poteva significare, perlopiù su una
console minuscola e portatile? In parole povere, una figata pazzesca, né più né
meno.
Se parliamo del mero aspetto
visivo, il motore grafico si eleva a buoni livelli pur non facendo gridare al
miracolo, gli ambienti di gioco, sia i dungeon che le città, foreste e
ambientazioni varie, sono resi con l’efficacia che ci si aspetta dalla console
che abbiamo tra le mani.
[Buona resa grafica]
Ambientato un paio di anni dopo gli eventi principali
del primo capitolo, la nuova iterazione di Blue Dragon non sceglie la via
dell’originalità e riveste il gioco di una serie costante di deja vu che potevano essere delineati
con elementi più innovativi e quell’arguzia creativa che sembra dirci: ehi, sto
facendo il compitino, lo so, però lo sto facendo abbastanza bene vero?
Ore e
ore a farmare per potenziare il party
e ripulire i dungeon senza incappare nel famigerato 0 life points e dover
ripartire: tutto già visto? Sì.
È comunque divertente? Sì di
nuovo, ne vale la pena, se siete amanti dei JRPG non fatevelo scappare questo
drago dalle scaglie blu e se proprio volete vederlo volare, che sia nelle
vostre console.
6
Pro
Character Design di primo livello, Toriyama è sinonimo di qualità
Molto classico, ai puristi piacerà
Bestiario e personaggi di supporto abbastanza vari
Contro
Dungeon a volte un po’ troppo ripetitivi strutturalmente parlando
Sensazione costante di già visto che potrebbe far storcere il naso a coloro che cercano qualcosa di più innovativo
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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