Astérix and the Great Rescue ottiene 7/10 nel giudizio della redazione di The Games Market.
C'era una volta
Asterix and The Great Rescue, botte e divertimento!
di Simon Larocca·3 novembre 2024
Parlare di videogiochi arcade,
che si tratti di platform, picchiaduro o sparatutto, significa sempre creare
piccoli varchi collegati al passato, lì dove si annidano i pomeriggi trascorsi
davanti al televisore a tubo catodico con un joypad in mano e la meraviglia
negli occhi. E quei momenti irripetibili portano con sé il seme del ricordo, ed
è grazie a questo che posso rievocare le mie avventure giocando a Asterix and
The Great Rescue, consapevole di quanto divertimento mi regalò.
Titolo immancabile per ogni
possessore del Sega MegaDrive,
Asterix e il Grande Salvataggio (in inglese suona sempre tutto meglio chissà
perché!) uscì nei negozi nel 1993,
momento probabilmente di massimo splendore per la console superiore di casa
Sega, e che produsse una versione del gioco anche per la sorella più piccola,
la Master System. Il personaggio creato dal fumettista francese Goscinny era conosciuto in tutto il
mondo e trasporre le sue avventure ambientate all’epoca dei Romani, esercito
famoso per la sua imbattibilità e che non riusciva a sopraffare gli agguerriti
e folkloristici Galli, non poteva che regalare soddisfazioni a chiunque
masticasse pane e fumetti. E infatti il gioco prende piede proprio da questo
assunto: dal momento che Cesare e i suoi non riescono ad avere ragione sul
campo dei loro coriacei nemici, decidono di agire subdolamente, rapire
Panoramix il druido e il suo amato cagnolino. In questo modo, secondo loro,
Asterix e i suoi dovrebbero finalmente arrendersi. Giusto?
Niente di più sbagliato.
Impersonando il baffuto gallo e
il suo panciuto compagno, partiremo alla riscossa per liberare il nostro amico,
attraverso livelli in 2D che restituiscono
con ottimi risultati grafici e sonori le atmosfere che così bene si sposavano
sulla carta. La scelta di chi utilizzare all’inizio di ogni livello dipende da
noi, ovviamente le caratteristiche di Asterix e Obelix sulla carta differiscono
per abilità e potenza, ma a conti fatti non cambierà tantissimo a livello di
approccio strategico ai vari ostacoli, enigmi e nemici che affronteremo lungo i
livelli, in pieno stile a scorrimento
laterale come tantissimi giochi di quella golden age videoludica!
L’impatto che avremo iniziando a
giocare sarà quanto mai entusiasmante: gli sprite
di Asterix e Obelix rendono giustizia alla console su cui sta girando il gioco
e i colori del MegaDrive
restituiscono la bellezza degli scenari naturali, foreste e villaggi in primis,
ma anche il livello sott’acqua fornisce molti spunti d’interesse per quanto
concerne il giusto plauso alla potenza grafica della console a 16 bit.
Nemici
come i granchi giganti, che vi costringeranno a diventare maestri del tempismo per non incappare nell’ennesima
morte fuori programma, sono solo uno dei fattori che consegnano The Great
Rescue negli annali dei titoli più difficili di sempre: la curva di
apprendimento non è graduale con il procedere dei livelli, non vi aspettate
tutorial morbidi: fin dall’inizio dovrete sudare sette corpetti di cuoio
gallici per avere ragione dei Romani e liberare finalmente il druido e il suo
fedele amico a quattro zamperix!
Quello che colpisce in questo
titolo è stata la capacità di ritrarre Asterix e Obelix in maniera molto simile
alle loro controparti cartacee: i personaggi si muovono esattamente come loro e
anche piccoli dettagli come la posa da fermo di Asterix o le loro esultanze
alla fine di ogni livello ci ricordano continuamente la derivazione dal mondo a
fumetti creato da Goscinny.
Indubbiamente un titolo platform
da giocare, promemoria in formato pixel di quanto i videogiochi Anni Novanta
sapevano darci sempre qualcosa in più.
7
Pro
Il franchise di Goscinny prende vita grazie alla grafica del MegaDrive
Level design rispettoso delle ambientazioni fumettistiche
Per chi ama le sfide, è un gioco impegnativo!
Contro
Per chi non ama le sfide, è un gioco impegnativo!
Controllare Asterix e Obelix in alcuni livelli è piuttosto ostico: no timing no victory
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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