Routine, avventuriamoci nel lato oscuro della luna!

Routine, avventuriamoci nel lato oscuro della luna!

Nuove uscite

di Simon Larocca

20/11/2025

Un corpo sferico che vaga nello spazio come i frammenti di un cuore spezzato nel cosmo, luminosa e buia, a seconda di come le gira, proprio come l’anima dell’essere umano, sfuggente, volubile, bellissima.

La Luna.

Ispirazione per centinaia di canzoni nel corso del tempo, ma anche un luogo suggestivo e misterioso dove potrebbe annidarsi il male sotto ogni forma, se non stiamo bene attenti a dove posiamo i nostri passi a gravità limitata: se poi ci ritroviamo a essere i protagonisti di Routine, allora non basterà solo porre attenzione a ciò che si nasconde nell’oscurità.

La storia di questo titolo è complicata quanto affascinante, percorsa da mille difficoltà e una gestazione lunga più di tredici anni, il che è tutto dire: oggigiorno gli store e i negozi fisici sono subissati da un’offerta videoludica senza precedenti, titoli che tutti i mesi riempiono scaffali e cloud, tuttavia nel mondo indie, e Routine rientra a pieno titolo in questa categoria con tutti gli onori del caso, le cose sono piuttosto diverse: il tempo non è un nemico per gli sviluppatori, anche quando si rivela poco gentile con la creatività messa a dura prova.

A occuparsi dello sviluppo ultradecennale i Lunar Software (e come potevano chiamarsi altrimenti?), per quello che si prospetta essere un survival horror di stampo sci-fi a tutti gli effetti, con una serie di novità e innovazioni che ritengo essere molto più che degne di interesse. La data ufficiale sembra essere il prossimo 4 dicembre 2025, e ci auguriamo tutti che sia il settaggio temporale definitivo. 

Ambientato in una struttura lunare abbandonata per ragioni ignote, Routine ci cala nei panni del solito e incosciente esploratore, la cui identità almeno all’inizio non sembra essere rilevante a quanto sempre, con l’obiettivo di scoprire la verità dietro i silenzi dei corridoi svuotati di ogni altra presenza umana, eccezion fatta per quella del nostro avatar. Interagendo con gli oggetti ambientali (si evince essere un tecnico il nostro eroico curiosone) e una serie di info recuperate durante la missione lunare, come nella migliore tradizione delle avventure in cui la trama e le svolte narrative si svelano con il progredire del gioco, Routine ci permetterà di immedesimarci a 360 gradi con il main character, e lo farà facendoci provare il sentimento ancestrale più riconoscibile e potente di sempre: no, non è la forza dell’amore e nemmeno quella dell’amicizia, bensì la Paura.

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Il terrore dello spazio profondo, dell’immensità del vuoto e lo scenario bucolico e infido punteggiato dai crateri lunari, ferite di guerra e nell’animo del nostro protagonista, forse: i “ragazzi lunari” sviluppatori giocheranno molto su questi aspetti intimi, anche quando si tratterà di regalarci più di un brivido: la base si rivelerà tutt’altro che deserta e i robot che la popolano (o la sorvegliano?) daranno un senso molto, ma molto doloroso a quanto sia fondamentale, oggi e in futuro, non cambiare mai la programmazione delle leggi pronunciate da Asimov e fondamento di ogni principio di robotica applicata.

Per farla breve, se i robot diventano assassini è solo perché qualcuno ha giocato a fare Dio con il linguaggio binario.

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A venirci in aiuto è lo strumento tecnologicamente all’avanguardia che avremo a disposizione, il C.A.T.: a differenza di quello che potrebbe felinamente suggerire, non si tratta di un crossover con l’adorabile micio protagonista di Stray, bensì è l’acronimo di Cosmonaut Assistance Tool. Grazie a esso, potremo ricavare informazioni fondamentali per il prosieguo dell’avventura, analizzare l’ambiente per i numerosi puzzle da risolvere, alternati a fughe non sempre eroiche in quello che è un territorio a dir poco inospitale.

Il lato oscuro della luna, dunque, non aspetta altro che farci la festa e ci auguriamo davvero che possa sorprenderci, perché a guardare da tredici anni il mondo da un oblò, ci siamo annoiati tutti un bel po’.

author

Simon Larocca

Scrittore e socio di Retroedicola Video Club

Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.

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