POP Culture - Videogames report andamento asta Meeting Art - Sessione 2

POP Culture - Videogames report andamento asta Meeting Art - Sessione 2

Grading

di The Games Market Redazione

24/03/2026

Analisi seconda sessione d'asta Meeting Art, cliccando qui trovi il report della prima sessione.

IL QUADRO GENERALE

La seconda sessione ha chiuso con 20.400 € di aggiudicazioni nette (25.500 € lordi con diritti d’asta al +25%) su 25 lotti, tutti aggiudicati.

Per la seconda volta consecutiva il mercato ha assorbito l’intero catalogo, confermando la domanda registrata nella prima sessione.

Dove si concentra il valore

La struttura delle aggiudicazioni riflette lo stesso schema della sessione 1, i 5 lotti più ambiti:

- Taro Maru (3.500 €)
- Tekken (2.600 €)
- Metal Gear Solid (1.600 €)
- Micro League Wrestling (1.600 €)
- Luigi’s Mansion (1.100 €)

rappresentano il 20% del catalogo ma il 51% delle aggiudicazioni totali (10.400 € su 20.400 €).

All’estremo opposto, 13 lotti su 25 si collocano sotto i 400 € e contribuiscono per il 19% del totale. La lezione della prima sessione si conferma: il risultato si costruisce sui trophy pieces.

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Il pubblico della seconda sessione

L'asta ha coinvolto 8 bidder attivi, tutti online (100%), tutti uomini.

La distribuzione geografica vede l'Italia all'87,5% (7) e l'Inghilterra al 12,5% (1). Il livello di competizione ha prodotto 36 offerte complessive su 25 lotti, pari a una media di 1,4 rilanci per lotto e 4,5 offerte per partecipante.

Numeri più contenuti rispetto alla sessione 1 (120 offerte, 18 bidder), coerenti con un catalogo orientato su pezzi retro di fascia media e con una platea più selezionata.

Il segnale giapponese

Se nella sessione 1 il dato sorprendente veniva dalle edizioni italiane, in sessione 2 il Giappone emerge come il segmento a più alto valore. 5 lotti giapponesi totalizzano 6.250 € con una media di 1.250 € per lotto, trainata dal top lot Taro Maru per Saturn (3.500 €) e da Metal Gear Solid (1.600 €).

Il Giappone rappresenta il 20% dei lotti ma il 31% delle aggiudicazioni.

Le edizioni italiane tengono

4 lotti italiani:

- Luigi’s Mansion (1.100 €)
- Zelda Twilight Princess (1.100 €)
- Eternal Darkness (900 €)
- Mario Galaxy Custom Box (500 €)

totalizzano 3.600 € con una media di 900 € per lotto.

Sono tutti titoli Nintendo GameCube e Switch in prima stampa italiana. Il dato conferma quanto emerso in sessione 1: il collezionismo italiano ha un mercato proprio con valori solidi.

Le edizioni europee non italiane

Due soli lotti:

- Les Schtroumpfs per Sega Master System (600 €)
- Tekken prima stampa EU per PS1 (2.600 €)

registrano la media più alta in assoluto: 1.600 € per lotto.

Tekken in particolare è il secondo lotto più caro dell’intera sessione a conferma che le prime stampe europee di titoli iconici hanno un posizionamento forte.

Le epoche: gli anni ’90 dominano ancora

I pezzi anni ’90 registrano ancora la media più alta: 1.421 € per lotto. Il blocco anni ’80, pur essendo il più numeroso (13 lotti, il 52% del catalogo), si ferma a 500 € di media. Il dato conferma il ciclo della nostalgia: la generazione cresciuta negli anni ’90 è oggi il motore del mercato.

[Tabella sintetica seconda sessione decadi]

[Tabella sintetica seconda sessione decadi]

I pezzi iconici

Micro League Wrestling 1.600 €: quando il collezionismo attraversa i mondi.

È il risultato forse più significativo della sessione dal punto di vista della lettura del mercato. Non è il gioco più raro in senso assoluto, ma è un pezzo che si colloca all’intersezione di tre mondi collezionistici: videogiochi, wrestling e memorabilia sportiva.

È il primo videogioco con licenza ufficiale WWF e la prima cover di Hulk Hogan su un videogame nel 1987, al culmine della Hulkamania.

Chi si è aggiudicato questo lotto non è necessariamente un collezionista di Commodore 64: potrebbe essere un collezionista di wrestling memorabilia o di pop culture in senso ampio.

Questo tipo di pezzi ha un bacino di domanda più largo del singolo segmento videoludico e il prezzo lo riflette. È la stessa dinamica che nella sessione 1 ha spinto Jordan vs Bird a 800 €: quando il videogioco incrocia un’icona culturale, il valore cresce.

Taro Maru (Saturn, 1997) 3.500 €: il Sega Saturn come cassaforte del collezionismo.

Top lot della sessione e conferma di una tendenza nota ai collezionisti più esperti: il catalogo Saturn giapponese è una delle nicchie a più alto valore del mercato.

Taro Maru è un action- platform con ambientazione feudale giapponese che ha avuto una tiratura limitata già all’epoca. In un mercato dove il Saturn è stato eclissato commercialmente dalla PlayStation, i suoi titoli rari hanno acquistato nel tempo un’aura quasi mitologica.

3.500 € per un titolo che non ha il riconoscimento mainstream di un Mario o di un Zelda dice molto sulla maturità del mercato: i collezionisti più informati sanno cosa cercano e sono disposti ad aggiudicarselo.

Tekken prima stampa EU (PS1, 1996) 2.600 €: il paradosso del titolo di massa.

Tekken ha venduto milioni di copie nel mondo. Eppure la prima stampa europea sigillata, in quello stato di conservazione, chiude a 2.600 €. È lo stesso fenomeno osservato in sessione 1 con Golden Sun: la certificazione trasforma un titolo commerciale in un bene raro.

Non è Tekken a valere 2.600 €, è quel Tekken quella tiratura, quello stato, quel grading.

Il dato è particolarmente rilevante perché mostra che il mercato non premia solo la rarità intrinseca del titolo ma la rarità della condizione.

Mickey Mouse in the Great Outdoors (Atari HC, 1983) 750 €: il primo di tutti.

Primo videogioco di Mickey Mouse su Atari che lo rende un pezzo da storia dell’industria, non solo del collezionismo.

Certificato con raggi X da TGM, è il tipo di lotto che in un mercato più maturo, pensiamo ai comics o ai trading card, varrebbe ordini di grandezza in più.

750 € oggi potrebbe essere un prezzo che tra qualche anno verrà ricordato come un punto d’ingresso storico.

[X Ray lato Mickey Mouse in the Great Outdoors]

[X Ray lato Mickey Mouse in the Great Outdoors]

ET Phone Home (Atari HC, 1983) 700 €: la redenzione di ET

Tutti conoscono la leggenda di ET per Atari 2600, spesso citato come il peggior videogioco della storia e il responsabile del crash del mercato nel 1983 (cosa non vera).

Pochi sanno che la versione per Atari Home Computer è un gioco completamente diverso, migliorato e con una back cover definita “strepitosa”.

Il pezzo è classificato come iconico. 700 € per un titolo con questo bagaglio narrativo, il nome più infame del gaming trasformato in oggetto da collezione, è una storia che si racconta da sola.

Raiders of the Lost Ark (Atari 2600, 1982) 750 €: il primo Indiana Jones, il primo Harrison Ford

POP 3 solo 3 esemplari certificati in prima stampa al mondo. Ma il valore qui è doppio: è il primo videogioco di Indiana Jones e il primo in assoluto con Harrison Ford in copertina.

Come per Hulk Hogan e Jordan, il pezzo vive all’incrocio tra cinema e gaming. Il collezionista di movie memorabilia qui incontra il collezionista di retrogaming.

AD&D Cloudy Mountain (Intellivision, 1982) 750 €: il ponte tra mondi

Primo RPG da tavolo portato su console, con licenza ufficiale TSR (gli editori di Dungeons & Dragons). POP 3.

Un pezzo che parla a tre comunità: collezionisti di videogiochi, giocatori di D&D e appassionati di storia del gaming.

Stesso prezzo di Raiders, stessa logica: i pezzi che segnano un “primo” in assoluto hanno un valore che trascende il singolo titolo.

One On One DRJ vs Bird (IBM, 1983) 150 €: la lezione del CIB vs Sealed

Nella sessione 1, Jordan vs Bird per IBM nella versione del 1988 è stato aggiudicato a 800 €. Qui la versione del 1983, predecessore diretto, chiude a 150 €.

La differenza? Stato: CIB (completo ma aperto) contro Sealed (sigillato). È la dimostrazione più plastica dell’impatto del grading sul valore: stesso concetto, stessa piattaforma, stessa icona sportiva, ma la differenza tra sigillato e aperto vale un moltiplicatore di 5x.

Pac-Man e Dig Dug (Atari 2600) 300 € ciascuno: l’iconicità non basta

Due dei nomi più riconoscibili della storia dei videogiochi chiudono nella fascia bassa. Il motivo è nei voti: WATA 6.5 e 7.0.

Titoli diffusissimi, gradi mediocri. Il mercato sta dicendo chiaramente che il nome da solo non genera valore, serve la combinazione di titolo, stato e rarità della condizione.

Un Pac-Man a 9.8 racconterebbe una storia molto diversa.

Mario Galaxy 1 e 2 Custom Box (Switch, 2025) 500 €: quando il grading diventa arte

Il lotto più anomalo del catalogo e forse il più rivelatore.

Un gioco di nuova generazione dal valore commerciale di 90/80 €, trasformato in un oggetto da 500 € dalla teca TGM. Non è il titolo a fare il prezzo, né la rarità, né il vintage.

È la presentazione: la custom box TGM è una teca che si espone come un quadro, si appende in casa, si vive come un pezzo d’arredamento.

[Teca custom Mario Galaxy 1 e 2 idea e design by The Games Market]

[Teca custom Mario Galaxy 1 e 2 idea e design by The Games Market]

Chi ha comprato questo lotto non ha comprato un videogioco ha comprato un’opera da esposizione. 

Il moltiplicatore è di oltre 6x sul valore commerciale del gioco, generato interamente dalla certificazione e dal formato espositivo.

È la dimostrazione più diretta di cosa può fare il grading quando smette di essere solo una garanzia di conservazione e diventa design.

Per un collezionista che non cerca il pezzo introvabile, ma vuole un oggetto bello da vivere in casa, questa è la porta d’ingresso.

E a 500 € è una porta accessibile tanto quanto tante stampe d’autore.

La lezione trasversale: il cross-collecting

Il filo rosso della sessione 2 è il cross-collecting: i lotti che performano meglio sono quelli che parlano a più comunità contemporaneamente.

- Hulk Hogan (wrestling + gaming)
- Harrison Ford (cinema + gaming)
- Mickey Mouse (Disney + gaming)
- D&D (tabletop + gaming)

Quando un videogioco certificato è anche un pezzo di storia dello sport, del cinema o dell’entertainment, il bacino di potenziali partecipanti si allarga e il prezzo si stacca dalle logiche del solo mercato videoludico.

Per le prossime sessioni, la selezione dei lotti dovrebbe privilegiare sistematicamente pezzi con questa doppia o tripla appartenenza culturale.

TGM vs Grader americani

[Tabella di sintesi]

[Tabella di sintesi]

Anche in sessione 2 TGM domina (anche per quantitativo di pezzi): i 5 lotti più interessati sono tutti certificati TGM. La media TGM (939 €) è quasi il doppio di quella WATA (500 €). Il dato consolida quanto emerso nella prima sessione: il grader europeo non viene penalizzato dal mercato, anzi viene premiato.

Mediana vs media

La media per lotto è 816 €, la mediana è 600 €. Il divario conferma la concentrazione del valore nei pezzi di fascia alta.

La mediana a 600 € indica un punto d’ingresso ancora più accessibile rispetto alla sessione 1 (750 €), coerente con un catalogo orientato su pezzi retro di fascia media.

In sintesi

La seconda sessione conferma la solidità del mercato emersa nella prima sessione. Aggiudicazioni distribuite su tutte le fasce di prezzo, predominanza dei pezzi anni ’90.

Con 50 lotti aggiudicati su 50 in due sessioni e un totale di 55.600 € e un totale lordo di 69.500 €, Pop Culture #1 chiude con un dato: il collezionismo videoludico certificato in Europa non è un esperimento. È un mercato.

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The Games Market Redazione

Team interno TGM

The Games Market è una piattaforma internazionale dedicata a videogiochi contemporanei e retrogame. Offre dati di mercato, strumenti tecnologici e servizi come il grading TGM per valorizzare e acquistare videogiochi con consapevolezza.

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