Space Armada, l'attacco del clone... di un classico!

Space Armada, l'attacco del clone... di un classico!

C'era una volta

di Simon Larocca

30/01/2026

Tra gli addetti ai lavori nel mio settore, quando si tratta di videogiochi, circola questa assurda e tendenziosa leggenda metropolitana: si vocifera che io sia talmente autoreferenziale da prendere a prescindere sotto la mia ala protettiva tutti quei titoli usciti nel 1981, che guarda caso, è proprio la mia data di nascita. È successo per Galaga, un gioco memorabile e che effettivamente amo alla follia, e ammetto di non poter non sorridere davanti alla bellezza dell’Intellivision e a uno dei suoi titoli più rappresentativi. L’Intellivision è una console dalla storia travagliata, indubbiamente, fu un’epoca davvero difficile per emergere in quel calderone dove Atari e Magnavox la facevano da padroni nonostante il dissing legato a Pong: si tratta però di un tassello fondamentale nella storia del Videogioco che non va assolutamente dimenticato.

E non importa affatto che Space Armada, di fatto, sia un clone del leggendario Space Invaders: il 1981 sancì la sua uscita ufficiale e una delle sue conseguenze positive, oltre a farci smanettare come matti ancora oggi a caccia di alieni, fu far conoscere meglio la console Mattel che sbarcò anche da noi, seppur con timidi passettini.

Perché timidi? Parliamo di una macchina del 1979 venduta in tutti gli Stati Uniti e che arrivò in Italia addirittura tre anni dopo, mentre ci preparavamo a vincere i Mondiali di calcio invece di difendere la Terra da invasioni aliene. Eppure, Space Armada riuscì a ritagliarsi la sua nicchia di appassionati, non solo per le sue specifiche tecniche in grado di rivaleggiare con Atari, ma anche sfruttando la scia lasciata dai propulsori di titoli come questo, indubbiamente degni di nota.

Space Armada ci vede al comando di un’astronave, ultimo baluardo contro le orde di alieni in arrivo sul pianeta: la formazione avversaria prevede quattro file, ognuna composta da una razza diversa dalle altre, per forma e per colore, che si muoveranno scendendo sempre di più verso il nostro avatar. Avremo a disposizione una sola tipologia di sparo, intervallata da un istante di ricarica tra un colpo e l’altro, con la possibilità di muoversi solo in orizzontale, da destra a sinistra e viceversa. La componente strategica di quello che, a conti fatti, è uno shooter a schermata fissa, si avvale di un trittico di elementi che dovrete tenere in considerazione, ossia tre scudi che si frappongono tra la navicella e l’invasione aliena, che si indeboliranno ogni volta che verranno colpiti dai nemici (o da noi se non saremo accorti), fino all’inesorabile distruzione. Dopo alcuni livelli le cose si faranno ancora più serie, quando scenderanno in campo file di nemici invisibili (non scherzo) da abbattere con il settimo senso di Pegasus, per non parlare di un upgrade nemico che permetterà ai loro colpi di generare esplosioni letali una volta che impatteranno sul fondo dello schermo!

Penso sia inutile sottolineare che questa conversione per Intellivision venne chiamata Space Armada e non Space Invaders per non foraggiare Atari con la questione dei diritti, e al di là di qualsiasi considerazione di tipo “morale” va da sé che il gioco gira che è una meraviglia e rende giustizia alla macchina che la ospita: la difficoltà crescente metterà a dura prova anche il più esperto di sparatutto, sia quelli arcade vecchio stampo che quelli più moderni. A livello di gameplay, la più grande criticità di Space Armada è anche quella che l’ha reso simpaticamente famoso tra i fan: la hitbox, ovvero l’area attorno a un oggetto, un personaggio o in questo caso una navicella che può essere colpita, è a dir poco imprecisa: spesso avremo la certezza di essere colpiti e invece ce la caveremo, il che mina pericolosamente l’esperienza di gioco, a causa di limiti tecnici o una superficialità di programmazione, peccato.

Space Armada è il riflesso perfetto di un periodo segnato da grandi rivoluzioni nel settore, il terreno fertile creativo che negli anni successivi darà vita all’epoca d’oro degli arcade.

Game Cover
8

Pro

Shooter coinvolgente e divertente al punto giusto, clone di un classico che costituisce la base del genere, un must per ogni giocatore che si ritiene tale

L’idea di rendere gli alieni nemici così grandi, riconoscibili e con differenti colori infonde loro un non so che, potremmo definirla “personalità”, e considerando l’annata non è affatto banale

L’introduzione di alcune varianti dall’originale Space Invaders ne giustifica la longevità

Contro

La gestione delle collisioni tra i colpi nemici e la superficie della nostra navicella è quasi comica, seppur tale problematica non sia sistematica, è comunque molto presente durante la partita

Rimane un clone fatto e finito di Space Invaders, il premio originalità non andrà a Intellivision, poco ma sicuro

Completo
26,75 €
Nuovo
54,71 €
Gradato
60,18 €


author

Simon Larocca

Scrittore e socio di Retroedicola Video Club

Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.

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