
di Simon Larocca
23/01/2026
La storia del Videogioco ci insegna una verità bellissima e rassicurante: che sia l’iconica PlayStation, l’avveniristica Xbox o il classico Commodore 64, personaggi come Nathan Drake, Lara Croft, Pac Man e il nobile Principe di Persia saranno sempre lì ad aspettarci. Parte di una grande famiglia di beniamini, scandiscono con i loro respiri artificiali le tappe di un percorso glorioso e lo stesso si può dire per i fratelli Mario, portabandiera baffuti del vessillo Nintendo da svariati decenni, eroi marchiati grande N da sempre, eppure c’è stato un tempo in cui persino loro si sono “guardati intorno”, più precisamente nel 1983, quando di fatto approdarono anche su Atari con il primo titolo che li vedeva protagonisti insieme, tra l’altro per Luigi fu letteralmente l’esordio!
Ben due anni prima del successo immortale che li consacrò su NES.
Mario Bros uscì per svariati sistemi, compreso il NES ovviamente, eppure chi vi scrive ama particolarmente la conversione per Atari 7800, una macchina portentosa che nonostante avesse sulla carta prestazioni tecniche simili a quelle del cugino più blasonato di Nintendo, fu di fatto surclassato sulla lunga distanza. Ciononostante, dopo aver spopolato su cabinato, questo platform rigorosamente a schermata fissa delineò molte delle caratteristiche peculiari dei protagonisti e il loro mondo, pur “nascendo” come spin off di Donkey Kong, il vero primo gioco in cui facciamo la conoscenza dell’italico idraulico.
Lo schema di gioco è composto da tre file di piattaforme, separate da spazi vuoti per darci modo di balzare sopra le pedane e muoverci all’interno del livello. I quattro tubi disposti nei rispettivi angolo dello schermo vomiteranno fuori i nemici ed ecco la prima sorpresa: nientemeno che i Koopa, le tartarughe che insieme ai malvagi Goomba costituiranno la prima fila dell’esercito di Bowser nei giochi a venire della serie. Per poter avere ragione di loro, dovremo dapprima farle ribaltare colpendo la piattaforma sulla quale camminano, da sotto (e non saltando sul loro guscio come nei platform a scorrimento che seguiranno negli anni) per poi avvicinarle e prenderle a calci, questo ci permetterà di avere del tempo per collezionare le immancabili monetine che fuoriescono dalle bocche dei tubi come ricompensa per i nostri sforzi.
Perché si sa, nelle fogne del regno dei funghi si può trovare di tutto, anche moneta sonante! Del resto, stiamo parlando di due liberi professionisti e in qualche modo anche Mario e Luigi hanno fatto la gavetta: ebbene, iniziò proprio da qui la loro carriera.
Mario Bros si distingue per l’estrema semplicità del suo gameplay, che però non deve trarre in inganno: man mano che avanzerete di livello, altre tipologie di nemici faranno la loro comparsa per rovinarvi la giornata di lavoro, come i Koopa con il guscio rosso, molto più veloci e letali, o le fastidiosissime falene, per non parlare delle pericolose lingue di fuoco che si muovono lungo tutto lo schermo cercando di bruciarvi la salopette! Il titolo propone due modalità di gioco, nella versione Atari così come nel cabinato, quindi potremo giocare in cooperativa con nostro fratello (cosa che feci anche nella realtà, per la cronaca) oppure sfidare un altro player umano nei panni di Luigi, con l’obiettivo di fare più punti raccogliendo il maggior numero di monete, ecc. Anche se ammettiamolo, la cosa più divertente da fare è spingere il compagno di gioco contro i nemici per fargli perdere una vita. L’affetto fraterno è qualcosa che non si può spiegare.
Puro e meraviglioso arcade vecchio stampo, in parole povere. Personalmente, grazie all’ergonomia dei joypad messi a disposizione dall’Atari 7800, ho sempre trovato questa versione piuttosto facile da giocare, forse anche per questo rimane la mia preferita.
Mamma mia, che ricordi.

Pro
Spesso il termine “classico” viene abusato per definire giochi belli ma non così significativi a lungo andare: nel caso di Mario Bros, è probabilmente l’unica parola adatta a definirlo
Esemplare titolo platform a schermata fissa, divertente quanto BombJack e dalle dinamiche immediate, eppure senza una strategia minima la giornata di lavoro giù per il tubo finirà molto presto
In cooperativa o versus, il divertimento raddoppia a dismisura! Luigi fa il suo ingresso nel mondo di Mario e già solo per questo è fondamentale giocarlo
Contro
Come tutti gli arcade a schermata fissa tra gli Anni Ottanta e Novanta, il suo più grande nemico è uno solo: la ripetitività, che per i giocatori vecchio stampo in realtà era un fattore pro, ma oggi? Probabilmente no
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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