Commando, un arcade sulle orme di Rambo

Commando, un arcade sulle orme di Rambo

C'era una volta

di Simon Larocca

23/01/2026

Sono cresciuto trasformando con la fantasia gli alberi dei giardini pubblici in intricate e labirintiche foreste tropicali, porto con me il ricordo indelebile di sbucciature e graffianti doni da parte di ortiche, ferite di guerra di cui ero orgoglioso. Giochi serissimi a nascondersi dietro i muretti e organizzare la rappresaglia, rigorosamente con armi giocattolo di plastica comprate in cartoleria. Da fan dei G.I Joe, io interpretavo il ninja bianco dalle movenze furtive con risultati discutibili, mentre tutti i miei amici volevano essere sempre e solo lui. 

Rambo.

C’era un cabinato nel bar dell’oratorio che ci permetteva di diventarlo, al costo di 200 lire: Commando e le sue numerose conversioni per console, compresa l’immancabile Atari, garantirono a quelli come me di poter diventare eroi stando comodamente seduto a casa.

L’uscita ufficiale avviene nel 1985, benché le versioni per Atari 2600 e 7800 furono pubblicate qualche anno dopo, nel 1988 e 1989. In questo sparatutto a scorrimento verticale, vestiremo i panni di un marine dal nome leggermente altisonante, “Super Joe” (?), che arriva sul campo di battaglia nel modo più spettacolare possibile, a bordo di un elicottero dal quale scende, armato e pronto all’azione: da quel momento prenderemo il com(m)ando dell’eroico soldato, il cui scopo sarà avanzare verso l’alto sullo schermo facendo piazza pulita di tutti i soldati nemici. Fin da subito si evince la peculiarità del titolo Capcom: i movimenti possibili di Joe sono in tutte le direzioni, modalità “rosa dei venti” per intenderci, così come il suo sparo, per fortuna infinito e letale. 

Article image

Il difficile dove sta, vi chiederete voi. Semplice: esattamente come in Out-Zone, altro classico capolavoro del genere, Super Joe non può mai fermarsi e dovremo quindi evitare i colpi nemici e le loro incursioni da ogni angolo del livello prestando molta attenzione a questo dettaglio.

“Il lupo del campo di battaglia”, titolo originale giapponese, dovrà davvero ringhiare forte per farsi sentire, perché il gameplay immediato del gioco non va di pari passo con la curva di apprendimento, come ogni arcade anni Ottanta che si rispetti: vi dovrete impegnare, e molto, per imparare i pattern dei soldati nemici, le tempistiche ottimali per lanciare le granate come arma secondaria (potrete scagliarle esclusivamente verso nord senza possibilità di traiettorie differenti) e manovrare Super Joe con l’abilità sufficiente a schivare i nemici corpo a corpo, soprattutto quando infesteranno lo schermo!

Ogni riferimento a eventi davvero accaduti non è casuale, ovvio: la divisa blu del protagonista rimanda ai soldati “buoni”, mentre il grigio pattern cromatico dei cattivoni non potrà che ricordarvi la feccia nazista, come direbbe un certo Indy. Le musiche sono eccezionali e trasportano corpo e anima all’interno delle zone tropicali e le basi militari, scenari preponderanti del gioco, la grafica fa il suo dovere e le ambientazioni sono rese con tutta la pixellante perfezione di quegli anni. Gli elementi di gioco con cui interagire sono pochi, ma tutti funzionali al gameplay, quindi barricate, trincee, alberi e arcate di ponti dietro le quali ripararsi sotto il fuoco nemico, dannatamente implacabile e incessante. Commando è un gioco di quelli che vengono citati ancora oggi e nel corso del tempo molti sviluppatori gli hanno reso omaggio: ricordate l’iconico prigioniero di Metal Slug e le sue esultanze quando viene da noi liberato? È una citazione di ciò che succede in Commando quando faremo fuori le guardie che scortano un nostro alleato “preso in custodia”.

Quando si dice che un titolo non può assolutamente mancare nella vostra libreria, a volte si esagera un po’, lo riconosco, ma in questo caso non potrebbe esserci affermazione più vera e onesta: Commando merita di essere giocato e rigiocato, io continuo a farlo con estremo piacere. Soprattutto adesso che tutte le mie armi giocattolo sono andate perdute, quindi mi sono guadagnato il congedo con onore, tutto sommato.

Game Cover
8

Pro

Longevità garantita dalla difficoltà che presenta, Commando si fregia di un gameplay riconoscibile e dalla freschezza ancora attuale

La componente tattica non è secondaria, studiare i pattern nemici e addestrare rapidità e riflessi diventa fondamentale per sopravvivere il più a lungo possibile

Super Joe è un figo da paura

Contro

Giocare a Commando prevede investimento di tempo e volontà di migliorare: è questa la dura, meravigliosa, immutabile legge degli Arcade!

Completo
25,62 €
Nuovo
41,21 €
Gradato
62,63 €
author

Simon Larocca

Scrittore e socio di Retroedicola Video Club

Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.

Altri contenuti della stessa categoria
MenuNaviga tra le sezioni
logo
Accedi per continuareClicca qui per accedere
Console

Esplora i giochi per piattaforma

Nintendo
Playstation
Xbox
Altre console